prova di latino Maturità 2019
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Domani, 20 giugno, i nostri ragazzi dovranno confrontarsi con la traduzione di latino. Alcuni semplici consigli potrebbero agevolare il lavoro

A partire dalle ore 8:30 del 20 giugno 2019 gli studenti dovranno confrontarsi con la seconda prova di questa Maturità 2019. Per chi ha seguito gli studi umanistici, la seconda prova verterà sulla traduzione di un brano in latino. Con alcune differenze rispetto all’anno scorso.

Alcuni professori ci hanno fornito degli utili consigli per questa prova. Vediamo quali.

Traduzione di latino… e confronto con il greco

La notizia buona è che, quest’anno, il testo latino da tradurre sarà al massimo di 12 righe. Oltre alla traduzione, però, gli studenti dovranno confrontare il loro brano con un testo greco (con traduzione italiana a fronte). Un lavoro in più che però potrebbe tornare a vantaggio del candidato.

Un’opportunità da non perdere

Il doversi confrontare con un testo greco, già tradotto, può essere di aiuto per la traduzione di latino. Prima di iniziare a tradurre sarebbe opportuno leggere tutto il brano di latino, la traduzione del testo greco e le domande.

Così facendo, si avrà un quadro completo della situazione e potrete iniziare a tradurre con le idee un poco più chiare sul tema trattato.

Come affrontare il confronto tra i due testi?

Prima di tutto, bisogna individuare le parole chiave di entrambi i brani e cercare di capire le loro somiglianze e le loro differenze.

Per rispondere alle domande, è necessario ricordarsi ciò che si è studiato in 5 anni, non essere prolissi ed essere il più semplici possibili nell’esporre le proprie idee.

Concludiamo l’articolo con una celebre frase di Gaio Sallustio Crispo concernente il coraggio che speriamo: Faber est suae quisque fortunae\Ciascuno è artefice del proprio destino.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.