binari treno tratta regionale
adv

Dopo le polemiche delle scorse settimane, arriva il via libera della massima autorità in tema di privacy: dal prossimo settembre i capotreno della Trenord saranno dotati di microcamere, al fine di contrastare gli episodi di violenza, criminalità e gli illeciti legati ai titoli di viaggio.

È sempre difficile trovare un equilibrio tra le esigenze del singolo e del gruppo, tra i diritti individuali e collettivi, anche perché accade talvolta che le due cose siano poco conciliabili. Impossibile trovare una ricetta, in alcune circostanze, soprattutto se la necessità di tutelare un diritto rischia di metterne a repentaglio un altro.

È quello che accade spesso tra sicurezza e privacy, ed è proprio questo il motivo all’origine di tante polemiche che hanno avuto luogo nelle scorse settimane, dopo una discussa decisione presa da Trenord, l’azienda di mobilità partecipata da Trenitalia, che si occupa di trasporto su ferro nella regione Lombardia.

Le body-cam della discordia

La decisione dell’azienda era stata comunicata a settembre, durante l’illustrazione pubblica del cosiddetto Piano sicurezza. La tappa successiva, qualche settimana fa, era stata una riunione operativa insieme alla Regione Lombardia e ad alcune associazioni di pendolari. Ora, è arrivato anche il via libera, tutt’altro che scontato, del Garante della Privacy: a partire dal prossimo settembre, i capotreno dell’azienda Trenord avranno in dotazione una “body-cam”, con l’obiettivo di contrastare gli episodi di violenza e microcriminalità sulle tratte regionali, oltre che di ridurre il numero di illeciti (per esempio la mancanza di titoli di viaggio), piuttosto frequenti, soprattutto su alcune linee.

Le polemiche e il funzionamento della microcamera

Nel corso degli scorsi mesi si erano moltiplicate polemiche e discussioni, in una fase storica in cui l’attenzione ai temi della privacy è molto alta, anche dopo l’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati, il GDPR. Rischiare di essere filmati ogni giorno, ad ogni passaggio su un treno regionale, non rappresentava naturalmente una prospettiva piacevole per gli utenti della più grande azienda di trasporto del nord Italia. L’azienda però si è affrettata a specificare che i dispositivi verranno attivati soltanto in situazioni di pericolo e tensione, per lanciare l’allarme.

Le immagini arriveranno infatti in linea diretta a una sala operativa, che sarà a sua volta in comunicazione diretta con la Polfer, al fine di agevolare un suo intervento più rapido possibile. Una rassicurazione che sembra aver rassicurato le associazioni di utenti e il Garante della Privacy, che ha dato l’ok alla sperimentazione, che avrà una durata di tempo limitata prima dell’entrata in vigore definitiva.