Tripadvisor sempre più ostaggio delle recensioni false
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Non accenna a diminuire il fenomeno delle recensioni false su Tripadvisor, nonostante le misure sempre più severe

Alzi la mano chi, prima di andare a provare un nuovo locale, vi si presenta senza aver prima spulciato con la dovuta attenzione tutte le recensioni presenti su Tripadvisor. Quella dell’affidarsi al giudizio di altri utenti è una pratica diffusa ormai da anni, che ha inevitabilmente cambiato il modo di porsi tanto dei clienti nei confronti di ristoranti, alberghi o che dir si voglia, quanto quello dei proprietari stessi dei locali nei confronti dei clienti.

Non è raro, ormai, imbattersi in ristoratori o proprietari di attività di vario tipo che chiedono (in alcuni casi anche con una certa insistenza) ai loro clienti di lasciare una recensione positiva il prima possibile. Ma si tratta davvero di strumenti di valutazione affidabili?

La piaga delle recensioni false

Tripadvisor si batte ormai da anni per cercare di scovare recensioni che non corrispondano alla realtà, ma il compito non è di quelli più facili: la quantità di materiale da revisionare è enorme, basti pensare che soltanto nel 2018 1 milione di recensioni (su 66 milioni complessivi) è risultato essere di natura non esattamente veritiera. L’algoritmo capace di distinguere tra recensioni affidabili è non diventa ovviamente sempre più sofisticato, tanto da riuscire a bloccare il 73% delle recensioni false di cui sopra già prima della pubblicazione sul sito.

La natura di un parere poco affidabile può essere però di vario tipo: si va dai proprietari interessati a far crescere la propria attività a quelli che, invece, preferiscono concentrarsi sul danneggiare quelle altrui, passando per amici e parenti che cercano di far guadagnare punti al locale del loro conoscente e, addirittura, per le aziende che pagano dei privati per ottenere recensioni positive o per farne scrivere di negative alla concorrenza.

L’utente medio di Tripadvisor è competente?

Una recensione poco attendibile non deriva però necessariamente da un intento truffaldino: ad utilizzare poco saggiamente le parole sono spesso, infatti, anche utenti del tutto disinteressati. Pensateci bene: quante volte, dopo una serata andata storta, avreste voluto demolire il ristorante in cui avevate cenato o l’albergo in cui avevate dormito?

Essere iscritti a Tripadvisor non vuol dire necessariamente avere le competenze per giudicare qualcosa e, in generale, anche la migliore delle attività può incappare in una serata in cui tutti giri per il verso sbagliato. Un locale andrebbe quindi giudicato solo dopo più tentativi fatti in momenti diversi, e non di pancia dopo una sola esperienza.

Tripadvisor, così come Google, Facebook e gli altri servizi che offrono la possibilità di recensire attività e servizi, andrebbe quindi utilizzato con la giusta cautela: una recensione negativa lasciata con leggerezza può seriamente danneggiare un’attività che, magari, ha dietro delle persone che impiegano tempo, sangue e passione per andare avanti. In questi casi l’appello dev’essere a non dimenticare la nostra natura di esseri umani, e di concedere a tutti una seconda possibilità: evitare una recensione istintiva, a volte, può davvero fare la differenza per qualcuno.