Truffa su whatsapp: come non farsi rubare il credito dello smartphone

75
truffa whatsapp come non farsi rubare il credito
adv

Si vive, al giorno d’oggi, in una società che utilizza tutti i vari e principali social (da Facebook ad Instagram passando per Twitter) e le più importanti applicazioni di messaggistica istantanea (Whatsapp e Telegram); tanto che le varie compagnie telefoniche battagliano tenacemente tra di loro per rendere agli utenti la miglior promozione per poter navigare in Internet (grazie ai Giga) e poter utilizzare queste app.

Proprio in considerazione dell’altissima percentuale di persone che hanno almeno una delle applicazioni sopra citate, ci si vuole soffermare su di un fatto che ha riguardato specialmente una di queste (nello specifico la più diffusa, nell’ambito della messaggistica, su scala internazionale), ovvero WhatsApp.  La piattaforma nata nel 2009 ed acquistata tre anni fa (2014) dal creatore di Facebook, Mark Zuckerberg, è stata vittima, infatti, dell’ennesima truffa del web.

Si sa che gli hacker tendono a colpire quelli che sono i colossi principali, cioè quelli che hanno un bacino di utenza maggiore e che dai quali, di conseguenza, si possono ottenere informazioni molto riservate e maggiori vantaggi. Attraverso delle specifiche tecniche di social engineering, vale a dire, quelle metodologie che permettono di arrecare danno agli utenti puntando direttamente sulla loro sfera psicologica; questi riescono, infatti, a truffare migliaia e migliaia di persone e persuaderli anche con messaggi ben precisi.

Per di più esiste un software, il Social Engineering Toolkit, che aiuta proprio il cyber criminale ad entrare nei vari siti, portali o piattaforme per far leva sulla psicologia dell’utente e trascinarlo nella trappola; scaricando questo software è possibile, infatti, clonare siti, rubare dati, inviare virus o malware (anche di grossa caratura) oppure, come andremo a vedere, lanciare messaggi “invitanti” promettendo cose che mai accadranno.

Generalmente sono le catene di sant’Antonio i principali tentativi di truffa online, proprio grazie alla social engineering hack, in quanto si riesce a far muovere più velocemente il raggiro e colpire quante più persone possibili (amici, parenti e conoscenti della vittima iniziale).

La truffa che ha colpito Whatsapp, nello specifico, riguardava la possibilità di vincere un televisore (una modernissima Smart TV) attraverso una modalità tanto subdola quanto accattivante, perché sono le ipotetiche vincite quelle che attirano l’attenzione dell’utente e permettono di cadere immediatamente nel tranello.

Nel caso di whatsapp, però, la truffa era anche a pagamento, perché per poter vincere il fantomatico televisore, l’utente doveva “partecipare” ad un concorso, che prevedeva l’acquisto di un ticket pari al valore di 3 euro. Con questo stratagemma, si richiedeva (oltre all’acquisto del suddetto biglietto di partecipazione) l’inserimento di vari dati, strettamente personali, quali: nome, cognome, indirizzo di residenza e la propria mail, non proprio dati secondari.

Se già in passato WhatsApp è stata vittima di altre truffe, legate magari a possibili rimborsi da parte delle varie compagnie telefoniche, ed era intervenuta la Polizia Postale (con tanto di comunicato ufficiale) per informare e tutelare gli utenti, era ipotizzabile che gli hacker potessero utilizzare nuovamente la piattaforma di messaggistica istantanea per un ulteriore attacco  che avrebbe addirittura richiesto dati personali in cambio di un ipotetico televisore che mai nessuno avrebbe vinto, naturalmente.

Fortunatamente basta avere accortezza ed evitare di dare peso a certi messaggi anche perché è impensabile che un’applicazione come WhatsApp, cosi come per tutte le altre più importanti, possa promettere eventuali vincite (di denaro o legate a beni materiali) e soprattutto possa richiedere pagamenti, per partecipare a concorsi immaginari o lotterie oltre che l’inserimento di dati personali (per la partecipazione).

Fortunatamente ci sono messaggi che, se degnati della giusta attenzione, permettono di prevenire a monte l’eventuale truffa: 1) Whatsapp non sarà mai a pagamento, pertanto ogni richiesta di versamento di una qualsiasi somma di denaro non deve essere avallata; 2) Quando ci sono link legati a convenienti buoni sconto, legati a nomi di grandi imprese, bisogna diffidare perché qualora fosse vero sarebbe l’impresa stessa a comunicarlo (e di certo non su un’applicazione di messaggistica ma sul proprio sito ufficiale); 3) Se si presenta un qualsivoglia mail su messaggi audio di Whatsapp (ascoltabili cliccando su di un determinato link) bisogna cestinarla immediatamente; si tratta dell’ennesima bufala pronta a bloccare il PC dell’utente.

Si invita, quindi, tutti gli utenti ad essere molto attenti, ad evitare di cliccare su link che non sono chiari, che rimandano a quanto detto, che rendono tutti vincitori di un qualcosa di inesistente, di fortunati o milionesimi clienti di chissà che, perché a conti fatti è soltanto un modo per estorcere denaro, informazioni o per trasmettere un virus sullo smartphone, tablet, computer o qualunque dispositivo elettronico.

Inoltre, qualora ci sia un dubbio sulla veridicità o meno di quel link, basta informarsi chiedendo ad amici, o andando su un qualunque motore di ricerca che, sicuramente, saprà dire se si tratta di una truffa oppure no; l’importante, comunque, è stare attenti e non compromettere la propria sicurezza, perché il danno finale sarebbe soltanto di coloro che subiscono il raggiro, per la felicità degli hacker.