Donald Trump, gli USA e la competizione con la Cina
Donald Trump, gli USA e la competizione con la Cina
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L’anno prossimo potrebbe segnare il punto culminante di questa sorta di Guerra Fredda, che sta diventando sempre più calda, tra Cina e USA per la supremazia tecnologica

Dopo le diverse misure statunitensi che hanno colpito colossi cinesi della tecnologia, come ZTE Corporation e Huawei, Donald Trump si appresta al colpo definitivo per affossare i tentativi del Dragone Cinese di emergere quale nuova potenza per quanto concerne la rete 5G.

Dragone Cinese, simbolo ancestrale della Cina
Dragone Cinese, simbolo ancestrale della Cina

Le prime misure prese da Trump

Il fondamentale Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti d’America ha più volte accusato le due società cinesi di telecomunicazioni di vendere le loro apparecchiature a paesi terzi nemici degli USA.

Non solo, i prodotti made in China per la connessione di rete, sarebbero facilmente oggetto d’infiltrazione, in questo modo i cinesi potrebbero controllare H24 tutto quello che progettano, nel web, i cittadini e le società a Stelle e Strisce grazie all’hardware dotato ai partner sul territorio statunitense.

A causa di questa situazione, il Presidente degli Stati Uniti d’America ha sanzionato ZTE Corporation con una mega multa di più di un miliardo di dollari americani, da pagare se vuole di nuovo fare affari a Washington e dintorni.

Con Huawei Technologies Co. Ltd. si è deciso di non andare troppo per il sottile e tramite il compiacente Canada è stata fatta arrestare (per poi essere rilasciata su cauzione dopo alcuni giorni) Meng Wanzhou, Direttrice Finanziaria della società e figlia del fondatore della compagnia Ren Zhengfei.

Shangai, cuore economico della Cina
Shangai, cuore economico della Cina

Le nuove misure per il 2019

Per gli inizi del 2019, le azioni intraprese da Trump saranno ancora più dirompenti per l’economia cinese, e quindi per il sistema economico mondiale.

Donald Trump sarebbe intenzionato, infatti, a utilizzare contro le due compagnie cinesi l’International Emergency Economic Powers Act (in italiano Legge internazionale sui poteri economici di emergenza).

Questa legge prevede il conferimento al Presidente del potere di regolamentare il commercio d’import ed export in caso di un pericolo nazionale, nel caso specifico il pericolo rilevato sarebbe di natura informatica.

Se la misura giuridica dovesse entrare in vigore per le società cinesi sarebbe una vera e propria débâcle. Nessuna azienda a Stelle e Strisce potrebbe più comprare da ZTE Corporation e da Huawei Technologies Co. Ltd. alcun prodotto venduto e distribuito da queste ultime.

Molto probabilmente Donald Trump giustificherà quest’ultima mossa all’opinione pubblica americana con l’esigenza non solo di difendere la sicurezza informatica della Nazione ma anche con la necessità di difendere il made in USA.

Infatti, tramite l’International Emergency Economic Powers Act molte aziende americane medie e piccole potranno fare affari in America senza la pressante rivalità cinese.

Presto vedremo se e come avverrà la risposta di Pechino.

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.