Ingegneria meccanica
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JFacoltà difficile e che rilascia personale preparato

Le facoltà di ingegneria sono difficili, ma preparano i laureati ad affrontare da subito le mansioni richieste dalle imprese e garantiscono praticamente la piena occupazione di quanti conseguono il titolo. Quale tra i differenti rami preferire?

Esistono molti modi di essere ingegnere, e la scelta deve essere fatta in base ai propri talenti ed inclinazioni. Chi ha attitudine alla manualità probabilmente è tagliato per l’ingegneria meccanica, che ha a che fare con oggetti solidi e concreti, che rappresentano il futuro degli oggetti che tutti utilizziamo quotidianamente.

L’ingegneria meccanica

Chi si vede proiettato in un futuro che si occupa di progettazione, produzione, installazione e manutenzione di sistemi meccanici, processi produttivi e macchine complesse troverà pane per i propri denti nel corso di studi universitari di ingegneria meccanica.

La visione dell’ingegnere meccanico spazia dalla trasformazione delle differenti forme di energia alla scienza dei materiali, dedicando il proprio lavoro a sviluppare nuovi materiali o a trasformare quelli tradizionali inventandone nuovi usi per la società sempre più esigente del prossimo futuro.

Impianti sempre più ecologici e compatibili con l’ambiente usciranno dalle menti dei prossimi ingegneri meccanici, la cui sfida sarà rendere sempre più environment friendly i processi produttivi.

Fondamentali restano quindi le applicazioni concrete di discipline apparentemente teoriche quali la matematica, la cinematica, la fluidodinamica, lo studio dei materiali e l’integrazione con tecniche informatiche e di intelligenza artificiale.

L’approccio razionale

L’ingegnere meccanico impara ad approcciare ai problemi da un punto di vista razionale che nasce da solide basi teoriche, ma che coniuga la passione per i materiali e la curiosità intellettuale per la ricerca di nuove soluzioni a problemi antichi.

Se i primi ingegneri, ed i Romani ne sono l’esempio, disponevano di metodi e di materiali che oggi definiamo rudimentali, chi si affaccia oggi a questa disciplina ha l’imbarazzo della scelta ed i soli limiti che deve porsi sono quelli della propria fantasia.

L’intelligenza artificiale, la robotica ed i materiali innovativi, alcuni con memoria di forma, consentono di creare oggetti che solo pochi decenni fa apparivano relegati alla letteratura di fantascienza, ma che oggi fanno parte del nostro quotidiano.

Droni, veicoli a levitazione magnetica, apparecchiature per la risonanza magnetica, stampanti tridimensionali, robot ed auto a guida autonoma sono solo alcuni esempi del rapidissimo sviluppo legato appunto ai successi dell’ingegneria meccanica.

CAD, CAM, CAE

La vecchia figura dell’ingegnere curvo sul tavolo da disegno è da tempo stata sostituita da quella di un professionista comodamente seduto ad una postazione informatica che attraverso l’utilizzo di software avanzati consente di progettare, testare in silicio e poi realizzare in forma di prototipo ogni oggetto, dalla sedia di design al prossimo razzo per il volo umano sul pianeta Marte.

Attraverso la coniugazione di informatica, modelli matematici dei differenti materiali e l’impiego di sofisticati macchinari di modellazione solida, è possibile passare rapidamente dalla fase di progettazione a quella di realizzazione di prototipi fisici, riducendo drasticamente i tempi di sviluppo ed i costi relativi.

Sbocchi occupazionali

I settori principali che richiedono con maggiore urgenza un numero sempre crescente di ingegneri meccanici sono rappresentati da quelli della produzione industriale, comprendendo la progettazione e la costruzione di macchine ed impianti; lo sviluppo, la progettazione e la produzione di componenti meccanici e beni di consumo; la progettazione di processi per l’industria meccanica; la gestione di reparti; la pianificazione ed organizzazione di attività di manutenzione; la partecipazione allo staff direttivo di uffici tecnici, di centrali elettriche, di aziende municipalizzate o assimilate; lavoro in studi professionali, in laboratori industriali,

L’ingegnere meccanico trova rapidamente impiego anche in studi di ingegneria, in uffici tecnici pubblici e privati e negli enti di ricerca.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.