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Twitter mette in cantiere alcuni interventi per rendere più agevole la navigazione tra le news; intanto, il cinguettio di un giornale satirico tedesco rischia di sconquassare l’economia europea, e un giudice vieta il blocco degli utenti al presidente Trump.

Una maggiore attenzione all’attualità e agli eventi in corso, e la necessità di agevolare la navigazione degli utenti che cercano notizie rispetto a ciò che accade intorno a loro, proponendo contenuti che corrispondono ai loro interessi.

È questo l’obiettivo delle modifiche che Twitter sta per lanciare, attraverso miglioramenti ai Moments, notifiche personalizzate, interventi sulla funzionalità Esplora, e altre novità che verranno testate prima sulla versione americana del social.

Twitter, quali novità

Tra queste novità c’è la valorizzazione di una scheda “Argomenti” nella sezione Esplora. Una scheda che permetterà agli utenti di navigare con maggiore facilità tra categorie di notizie come sport, cronaca, politica, intrattenimento.

Oppure l’espansione della funzione “Happening now”, che esiste già da un anno e che ha riscontrato un grande successo: se fino a questo momento, però, dava la possibilità di seguire gli eventi sportivi in diretta senza abbandonare la pagina principale, dalle prossime settimane verrà estesa a tutte le notizie straordinarie.

Ma la rivoluzione potrebbe arrivare con le notifiche personalizzate, una grande opportunità, che potrebbe però risultare invasiva per gli utenti. Non a caso Twitter precisa che, nonostante sia ancora in fase di test, il punto chiave della funzionalità sarà la possibilità di disattivare l’opzione completamente.

Per chi invece dovesse essere interessato a mantenerla, risulterà molto importante per rimanere aggiornati sulle notizie che corrispondono ai propri campi di interesse. Le notifiche personalizzate dovrebbero entrare in vigore già da questo mese negli Stati Uniti.

Se la bufala colpisce l’economia

Chissà se il lancio di queste novità, che comunque sono in sperimentazione da mesi, non verrà accelerato dal polverone scatenatosi qualche giorno fa, e che partendo proprio da un profilo Twitter ha generato un mini-crollo dei sistemi economici, mandando nel panico più di un investitore e creando perdite di capitale non irrilevanti.

Tutto è iniziato da un tweet lanciato da un profilo collegato alla rivista satirica tedesca Titanic, e in particolar modo gestito dal suo editor Moritz Hurtgen, che alle 11,56 dello scorso 15 giugno ha annunciato una “bomba politica”: la fine dell’alleanza tra la Cdu di Angela Merkel e il Csu bavarese di Horst Seehofer, attuale Ministro dell’Interno. Un fake, ma che ha registrato credibilità a causa dei recenti contrasti tra i due, e delle tensioni nate sul tema della gestione europea dei flussi migratori.

Per un po’ di tempo la notizia è rimasta sui social, fino a quando, prima alcuni giornali, poi addirittura l’agenzia Reuters (ore 12,18) non l’hanno rilanciata, ufficializzandola. È a quel punto che il sonnacchioso mercato azionario tedesco è andato in fibrillazione: in pochi minuti il cambio euro-dollaro è sceso da 1,1590 a 1,15,60; poi è toccato ai titoli di stato tedeschi, il cui calo ha fatto impennare lo spread di dieci punti, portando il differenziale da 220 a 230; infine l’indice Dax della borsa di Francoforte, che ha registrato una flessione dello 0,23%.

Diffusasi la notizia, è bastata la smentita dei due esponenti politici per far rientrare il tutto, e una volta risaliti alla fonte (un giornale satirico!) tutti i media che avevano fatto rimbalzare la notizia l’hanno ribattezzata come bufala.

L’autore del tweet è intervenuto per spiegare, lasciando però ancora una volta la sensazione di come con un semplice click si possa influire, con un po’ di abilità, sulle sorti delle economie più potenti al mondo.

Trump, divieto di blocco

Sempre in tema Twitter, e sempre parlando del rapporto tra potenti e utenti del web, vale la pena chiudere raccontando della sentenza di un giudice distrettuale di Manhattan che ha stabilito come il presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia violato il primo emendamento della costituzione (quello che sancisce la libertà di parola) bloccando su Twitter gli americani che lo criticavano pubblicamente. Il giudice ha ordinato al presidente e al suo staff di mettere fine a questa prassi, definita anticostituzionale.

Il caso – nato lo scorso luglio dopo che un’organizzazione per la libertà di espressione era intervenuta in difesa di un gruppo di persone “bloccate” da Trump – dà ancora una volta l’idea di quanto sia importante oggi la comunicazione web e social, tanto da far temere all’uomo più potente del mondo l’opinione di un cittadino qualsiasi, da una qualsiasi parte del mondo.