uber taxi volanti la nuova tecnologia
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Uber lancia la sfida: nel 2023 sarà possibile spostarsi da un luogo all’altro su taxi volanti a prezzi popolari

Proprio cosi, l’azienda colosso del ride-sharing dà l’annuncio all’ Elevate Summit, la conferenza annuale organizzata da Uber tenutasi l’8 e il 9 maggio, promettendo di estrarre le macchine volanti dalle fantasie di ogni uomo vissuto a cavallo dei due millenni e di portarle in strada, o meglio in cielo, a circa mille piedi dal suolo.

Lavoro di squadra

I veicoli denominati eVTOL (vertical take-off and landing) saranno in tutto e per tutto droni giganti. Uber si occuperà direttamente della gestione della piattaforma, chiamata UberAir; mentre per la produzione dei droni, l’azienda americana si affiderà a maestranze nel settore dell’etere quali la karem aircraft, la embrarer o la pipistrel.

In aggiunta, è stato concordato con la nasa lo sviluppo di un sistema di monitoraggio del traffico aereo; sono infatti già partite le prime simulazioni e i primi esperimenti.

Caratteristiche dei taxi volanti

I velivoli saranno dotati di un motore elettrico e potranno trasportare un massimo di 4 persone più i bagagli. Le tariffe degli spostamenti resteranno pressocché invariate, mantenendo quindi prezzi popolari, alla portata di tutti, ed è evidente che i tempi di trasporto saranno nettamente accorciati: si prevede infatti che gli eVTOL potranno viaggiare a una velocità compresa tra i 240 e i 320 chilometri orari.

Saranno inoltre creati i cosiddetti skyports, degli appositi stazionamenti dove il cliente potrà, prenotata la “corsa”, salire sull’apposito drone che lo accompagnerà allo skyport più vicino alla destinazione desiderata: sarebbe infatti impensabile permettere ai droni di atterrare in un punto qualsiasi della città non delimitato e controllato.

Uber in italia

Le controversie che Uber ha dovuto affrontare nel bel paese sono state diverse: Il sistema attraverso l’app che metteva direttamente in contatto  il cliente e l’occasionale conducente, e la facilità con cui Uber permetteva di ottenere una temporanea “licenza” di tassista sollevò molti malumori nella categoria.

La battaglia svoltasi prima in strada con fiumi di tassisti in sciopero e poi in tribunale ha decretato la chiusura di diversi servizi Uber, lasciando attivo solo Uberblack, presente oggi nelle principali citta italiane.

I contrasti e l’accoglienza che Uber ha avuto in Italia lasciano presagire che forse quest’innovazione non sarà subito ben accetta nelle nostre città, soprattutto se si pensa che, scopo ultimo di Uber, è lasciare man mano che i droni si guidino da soli, eliminando cosi la figura del tassista.

Cos’è giusto quindi? Rallentare il futuro per preservare l’apparenza di un presente sicuro o accettare la contaminazione e il rischio che da essa deriva?