La polizia stradale californiana ha arrestato un 45enne che aveva deciso di mettersi al volante nonostante fosse sbronzo, a salvargli la vita, raccontano gli agenti, è stata una buona dose di fortuna e l’autopilota della sua Tesla Model S
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La  polizia stradale californiana ha arrestato un 45enne che aveva deciso di mettersi al volante nonostante fosse sbronzo, a salvargli la vita, raccontano gli agenti, è stata una buona dose di fortuna e l’autopilota della sua Tesla Model S

La Tesla Motors ha investito molto sulla tecnologia Autopilot. Da sempre uno degli elementi distintivi della casa automobilistica di Elon Musk insieme alla completa propulsione elettrica delle sue vetture. Tale dispositivo però ha suscitato molte perplessità e critiche sulla sua effettiva sicurezza.

Come funziona il sistema Autopilota di Tesla?

Le auto elettriche di Elon Musk sono dotate di ben 8 telecamere che offrono una visione completa a 360 gradi fino a 250 metri di distanza. Inoltre, tutte le vetture sono provviste di 12 sensori ultrasonici per rilevare la presenza di oggetti duri e morbidi a lunga distanza e un radar frontale per ulteriori rilevazioni. I computer di bordo elaborano i dati in modo da capire perfettamente cosa avviene nell’ambiente circostante.

Cosa è successo?

Alexader Samek, dopo una serata di bagordi, venerdì scorso, ha deciso comunque di mettersi alla guida della sua Tesla Model S. Alcuni agenti della polizia californiana (California Highway Patrol) hanno notato l’auto a causa della sua eccessiva velocità, circa 110 km/h e si sono lanciati al suo inseguimento. Affiancata la vettura gli agenti si sono resi conto che il conducente della Tesla si era addormentato al volante. I poliziotti hanno tentato di tutto per svegliarlo ma a nulla sono valsi i loro sforzi. A quel punto gli agenti hanno immaginato che  la funzione autopilota fosse attiva, altrimenti era inspiegabile come l’auto non si fosse ancora schiantata, per cui hanno deciso di farla rallentare posizionandosi davanti alla stessa; sperando che la frenata automatica si attivasse. Fortunatamente per gli agenti e per il guidatore tutto ha funzionato alla perfezione e la Tesla ha iniziato a rallentare. Il bell’addormentato, a quel punto, si è svegliato dal torpore ed ha accostato la sua macchina elettrica ad un rifornitore di carburanti (piuttosto ironico). Una volta messo in sicurezza il veicolo il conducente è stato arrestato.

Le indagini sono ancora in corso, la polizia californiana attende i risultati della scatola nera per determinare se la funzione autopilota fosse effettivamente attiva. Se i dati lo confermeranno, da questo evento potrebbe scaturire un’ottima pubblicità per la Tesla. Inoltre le case automobilistiche potrebbero prendere spunto per migliorare i sistemi di supporto alla guida implementando un meccanismo che possa ad esempio capire che il guidatore è incapacitato per qualsiasi motivo e quindi decidere di portare in sicurezza la vettura.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.