A Bruxelles presentato il primo rapporto Ue annuale delle piattaforme online, firmato anche il codice di condotta contro la disinformazione
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A Bruxelles presentato il primo rapporto Ue annuale delle piattaforme online, firmato anche il codice di condotta contro la disinformazione 

La disinformazione è un problema che attanaglia particolarmente il mondo dell’online.
Attualmente ci sono fenomeni in rete “di propaganda e disinformazione”, peraltro c’è ancora “molto lavoro da fare in tutte le aree”.
Così il commento del commissario Ue per l’Economia Digitale: Mariya Gabriel, durante la presentazione del primo rapporto annuale di autovalutazione delle piattaforme online.
A Bruxelles hanno preso parte, nello specifico: Google, Mozilla, Microsoft, Twitter e altre sette associazioni europee collegate al commercio.
Queste ultime hanno firmato un codice di condotta contro la disinformazione.
Dati importanti emersi dai documenti, riscontrate anche azioni diverse e significative a seconda dei vari Stati membri Ue.

Ue e la lotta alla disinformazione: già nella prima dell’anno sono partiti gli studi

Grandi progressi su impegni e studi monitorati dalla Commissione europea nei primi 5 mesi dell’anno.
Molti dei quali presi anche in vista delle ultime elezioni del Parlamento Europeo (26 maggio).
Tuttavia bisogna segnalare che alcune piattaforme sono ancora indietro nei processi di responsabilizzazione dei clienti e consumatori.
Talvolta l’emissione di dati e degli strumenti di ricerca risulta ancora obsoleto in vista di controlli totalmente “indipendenti”.

Il punto di vista della Gabriel

Dunque, prosegue la Gabriel: “è ancora urgente la necessità che le piattaforme online stabiliscano una cooperazione significativa con una più ampia gamma di organizzazioni affidabili e indipendenti. Ci rammarichiamo che nessuna piattaforma aggiuntiva o attori aziendali del settore pubblicitario abbiano sottoscritto il Codice“.

La commissione Ue: le elezioni del Parlamento Europeo non sono stati esenti da disinformazione online

le elezioni per il Parlamento europeo del maggio 2019 non sono state libere da disinformazione”, le azioni e i report mensili in vista delle elezioni “hanno contribuito a limitare lo spazio per le interferenze e migliorare l’integrità dei servizi, interrompere gli incentivi economici per la disinformazione e garantire una maggiore trasparenza della pubblicità politica”.
Tuttavia conclude Bruxelles: “la propaganda e la disinformazione persistono e c’è ancora molto lavoro da fare in tutte le aree del Codice di condotta”.

“Non possiamo accettarlo come una nuova normalità. – si legge ancora nel rapporto – Gli sforzi delle piattaforme online e dei fact checkers possono ridurre la viralità dannosa” ma “c’è ancora un urgente bisogno di piattaforme online per stabilire una cooperazione significativa con una ampia gamma di organizzazioni affidabili e indipendenti.