Ultima Cena
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Il Giovedì di Pasqua si celebra l’Ultima Cena. Come seguire la messa di Papa Francesco e perché è importante la Lavanda dei Piedi

Oggi, 9 aprile 2020, inizia il Triduo Pasquale con il ricordo dell’Ultima Cena. Un momento reso solenne anche dalla forzata clausura nelle nostre abitazioni, causa Covid-19.  

La messa pontificia

Il Papa officerà nella Basilica di San Pietro, a partire dalle ore 18.00, la santa Messa in “Coena Domini”, tra su Raiuno e su TV2000 (canale 28 e 157 di Sky). Un rito molto antico e, come vedremo tra poco, che presenta anche vari spunti interessanti. 

L’Ultima Cena come parte della Pasqua ebraica 

Per inquadrare storicamente l’Ultima Cena dobbiamo tener presente il fatto che Gesù e gli Apostoli erano ebrei e come tali si trovarono, in quel periodo, a celebrare la Pasqua ebraica, la Pesach (o Pesah). Una festività della durata di otto giorni per commemorare la Fuga dall’Egitto da parte di Mosè e dei figli di Israele

Cristo sapeva che quella celebrazione sarebbe stata l’ultima e volle pertanto far comprendere ai suoi più stretti seguaci quanto li amasse. 

L’evento avvenne in una casa di Gerusalemme, secondo una tradizione di proprietà dell’Evangelista Marco

Lavanda dei Piedi

Prima dell’istituzione eucaristica ci fu la Lavanda dei Piedi. Un evento che spesso viene lasciato cadere o quantomeno passato sotto silenzio. In realtà, per chi scrive, è un momento chiave della divulgazione cristologica. 

Gli Apostoli stavano litigando, prima di iniziare la Cena, su chi fosse tra loro il più vicino a Gesù e quindi il più importante. 

Il Messia stanco delle continue discussioni in merito, visto che non era la prima volta, prese una bacinella, si chinò e lavò i piedi di tutti loro. Tranne Pietro che cercò di opporsi, tutti gli altri rimasero troppo scossi per muoversi. 

Il perché di un gesto rivoluzionario 

Questo gesto è così spiegato nel Vangelo di Giovanni (13, 12-15: “Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: Sapete ciò che vi ho fatto? Voi Mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque Io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto Io, facciate anche voi”. Durante la cena pasquale ebraica si usa da parte del capofamiglia lavare le mani agli altri commensali. Un gesto, dunque, che evidenzia la leadership del membro più importante della famiglia. 

Qui, invece, troviamo l’atto rivoluzionario. Il più importante non è colui che emerge o ma chi si umilia, chi serve prima gli altri e poi se stessi. 

Lavare dei piedi, l’ultima parte del nostro corpo, è il gesto più rivoluzionario che Cristo abbia fatto durante la sua vita terrena. 

In momenti come questi che stiamo vivendo pensare agli altri, agli ultimi, dovrebbe essere la regola. Ce lo auguriamo tutti. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.