Diversi ultras della Juventus in arresto per reati gravissimi
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Le forze dell’ordine hanno arrestato diversi ultras della Juventus. L’indagine è partita grazie alla denuncia della Juventus

In queste ultime ore, ci sono state diverse perquisizioni e misure cautelari per capi ultras afferenti alla Juventus. L’indagine è stata coordinata dalla Procura di Torino, la quale ha potuto farla partire grazie alla denuncia sporta dalla stessa società bianconera.

Nelle maglie della giustizia, come vedremo, sono finite molte delle personalità più in vista della curva juventina.

Le indagini contro gli ultras della Juventus

I capi di imputazione nei confronti degli ultras sono molto gravi: si va dalla violenza privata all’associazione a delinquere, dal riciclaggio di denaro all’estorsione aggravata. Questo vero e proprio Vaso di Pandora è stato finalmente scoperchiato grazie alla Juventus. Il club bianconero era stato fatto oggetto di minacce dopo la sua decisione di mettere un freno a tutta una serie di privilegi di cui godevano i capi ultras.

L’indagine, da quanto si sta apprendendo, è durata circa un anno e ha avuto ramificazioni in diverse zone d’Italia.

La tifoseria coinvolta

I più celebri gruppi organizzati della tifoseria juventina sono coinvolti in questa maxi inchiesta della Digos: Drughi, Tradizione-Antichi valori, Viking, Nucleo 1985, Quelli… di via Filadelfia e il Nucleo armato bianconero (Nab). Non solo a Torino sono state svolte le indagini ma anche ad Alessandria, Asti, Bergamo, Biella, Como, Firenze, Genova, La Spezia, L’Aquila, Mantova, Monza, Pescara e Savona.

La contrapposizione con la società

Lo scontro aperto tra tifoseria e Juventus è sorto quando il club, al termine del campionato di Serie A 2017\2018, ha deciso di eliminare diversi privilegi concessi in precedenza agli ultras. Questi ultimi, non soddisfatti della nuova situazione, hanno attuato una serie di azioni criminali per riportare le cose alla situazione precedente.

La conferenza stampa di oggi

Alle 11 e 30 di oggi, 16 settembre 2019, è prevista una conferenza stampa che si terrà presso la Procura di Torino, al fine di spiegare l’evoluzione delle indagini in corso.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.