Un grande Napoli al San Paolo: Liverpool sconfitto 2-0
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Il Napoli di Carlo Ancelotti si vendica della sconfitta di Anfield mandando a casa con un sonoro 2-0 i campioni d’Europa in carica

L’inizio di campionato aveva lanciato segnali contrastanti per il Napoli in vista di questo esordio stagionale in Champions League: se da un lato, infatti, avevamo visto l’attacco degli azzurri girare piuttosto bene lo stesso era impossibile dire riguardo alla difesa fin troppo ballerina osservata in queste prime tre giornate di campionato.

Difesa che in effetti non ha brillato neanche stasera al San Paolo contro il Liverpool ma, complice il solito reparto avanzato ed un portiere finalmente degno di questo nome, non è bastata a dar modo ai Red Devils di domare i veri diavoli che stasera si sono visti in campo.

Mertens e Llorente, tra continuità ed affari inaspettati

La gara scorre in effetti in maniera piuttosto equilibrata, tra un’occasione da una parte e una dall’altra, e le prodezze dei singoli e del gruppo sembrano effettivamente sovrastare per merito gli svarioni dei difensori. Laddove questi arrivano, però, il Napoli ha un santo in paradiso a metterci una pezza, o meglio tra i pali: si chiama Alex Meret ed è ad oggi, non abbiamo paura di dirlo, il miglior portiere italiano sulla piazza. Non ce ne vogliano i vari Donnarumma e Cragno: Alex, in questo momento, conferma di essere di un altro livello.

Nemmeno le incertezze di un Manolas ancora da registrare (autore comunque, salvo quell’incredibile disattenzione che stava per mandare in porta Salah, di una buona prestazione) riescono quindi a scalfire le certezze del prodigioso portiere azzurro. A non rendere vani i suoi sforzi arrivano però due dei tenori che agiscono sul fronte opposto.

Dries ‘Ciro’ Mertens prima, su calcio di rigore sacrosanto, e Fernando Llorente poi mettono in cassaforte una vittoria che ha un sapore ancora più dolce di quella ottenuta lo scorso anno per merito di Lorenzo Insigne. Il 2-0 certifica infatti la prova titanica di un Napoli che non ha compiuto un’impresa, ma nella totale normalità si è confrontato da pari a pari con i campioni d’Europa, rischiando di prenderle ma non avendo paura di darle. Questa, dunque, è la strada tracciata da Carlo Ancelotti.

Napoli-Liverpool figlia del mercato

Impossibile non elogiare il mercato azzurro dopo una vittoria del genere: in primis per aver trattenuto all’ombra del San Paolo tutti i grandi nomi azzurri (Mertens in primis, appunto), ma in secondo luogo per aver saputo acquistare con metodo al solo scopo di aggiungere laddove mancasse qualcosa.

Manolas a parte (l’arrivo del greco è stato il giusto tributo pagato alla partenza di Albiol) acquisti come Lozano e Llorente stanno già facendo e sono destinati ancora a fare la differenza: il primo con quegli strappi e quella velocità che dai tempi del Pocho Lavezzi non si vedevano a Fuorigrotta, il secondo con l’esperienza di chi ha vinto tutto ed è pronto a vincere ancora (Dio o chi per lui perdoni chi ha paragonato l’acquisto dello spagnolo a quello dei vari Cristiano Lucarelli).

Menzione speciale, a proposito di chi è rimasto, per un certo Mario Rui: il terzino sinistro, giocatore tra i più bistrattati sin dai tempi di Sarri, è stato autore di una prova monumentale in fase difensiva quanto offensiva, a riprova che attuando i giusti dettami tattici anche lui possa essere uno dei valori aggiunti di questa squadra. Ancelotti, da insegnante di calcio e perfetto gestore qual è, sicuramente terrà da conto queste indicazioni.