Un nuovo motore Mercury sul podio dei propulsori fuoribordo
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I progettisti nautici prediligono configurazioni motoristiche con il propulsore montato all’esterno

Dopo una parentesi in cui tutti preferivano gli entrobordo, sempre più prepotentemente ritorna la passione e l’emozione dei motori fuoribordo e le barche più performanti sfoggiano motorizzazioni multiple sempre più potenti.

Quando le dimensioni contano

Nel campo della nautica i progettisti sanno bene cosa conta: dimensioni, potenza, lusso.

Chi disegna barche o gommoni con dimensioni “generose” sa bene che il cliente sta nuovamente apprezzando il guadagno di spazio derivante dalla soluzione fuoribordo, rispetto all’entrobordo. La linea filante della seconda soluzione penalizza fortemente la fruizione di spazi ampi al coperto, dovendo riservare locali idonei ai motori necessariamente di dimensioni generose. Spostare all’esterno la motorizzazione, se penalizza leggermente l’estetica, dall’altra consente di migliorare la vivibilità interna e di ostentare maggiormente la potenza dell’imbarcazione. Come vantaggio collaterale, la soluzione fuoribordo riduce spesso i costi di acquisto e quelli di manutenzione, ammesso che chi può permettersi un’imbarcazione di quel livello si preoccupi significativamente di tali “particolari trascurabili”.

Effetto rebound

Il mercato ha vissuto un momento critico per i motori fuoribordo, orientando i produttori verso una offerta di propulsori di potenza contenuta, destinati a barche di dimensioni minori. A seguito dell’attuale inversione di rotta, tuttavia, i principali produttori si stanno sfidando a colpi di annunci per offrire prodotti di potenza e dimensioni sempre crescenti, fino ad ora inediti. Il vero e proprio “rimbalzo” sperimentato dal mercato sta generando una escalation di cavalli, anche attraverso configurazioni che “schierano” fino a sei (avete letto bene..sei motori affiancati!!) maxymotori.

Show al Salone di Genova

In Italia la nautica si mostra nella sua massima espressione al Salone Nautico di Genova, dove i produttori sfoggiano i modelli di punta in anteprima. Appunto in tale occasione, la Mercury ha presentato il suo motore V8 Racing 450R, un vero e proprio mostro, ineguagliato sul mercato italiano. Le soluzioni adottate sono di tutto rispetto, coniugando ad un generoso motore di 4,6 litri la sovralimentazione assicurata da un compressore volumetrico. La soluzione è stabile e ben sperimentata già in precedenza sul modello Verado con “soli” sei cilindri e con la potenza di “appena” 400 o 350 cv. La soluzione, unita ad un doppio intercooler, limita il peso ad appena 313 kg, che rappresenta un vero e proprio primato per motori nella classe oltre i 400 cv. In aggiunta, nel propulsore è montata una valvola dedicata alla regolazione del flusso di raffreddamento in funzione del numero di giri d’esercizio.

Mercury V8 450R

La Mercury assicura che il suo fuoribordo di punta offre il 40& di coppia in più del precedente modello 400R. Una tale riserva ulteriore di potenza garantisce prestazioni inedite anche su barche di proporzioni notevoli, riservando performance da gara per quelle più piccole. Complessivamente le innovazioni comprendono un doppio albero a camme in testa, iniezione indiretta, rumorità estremamente contenuta. Anche il “piede” del 470R è disponibile in due versioni, la prima, per velocità oltre i 70 nodi, è denominata Sport Master, la seconda è destinata ad uso diportistico standard.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.