U-boat per distruggere New York
adv

Uno speciale u-boat, classe Rocket, era stato progettato per annientare New York. Ne parliamo nella rubrica Pillole di Storia

Come abbiamo avuto modo di raccontarvi nell’articolo sul bombardiere Arado E5.555, i nazisti avrebbero voluto scatenare una guerra ad ampio raggio contro gli Stati Uniti d’America, al fine di metterla fuori gioco il tempo necessario per annientare l’Unione Sovietica e la Gran Bretagna.

Oltre che dall’aria, la minaccia doveva sorgere anche dall’Oceano Atlantico.  Il Rocket U-boat doveva essere, nelle speranze del Terzo Reich, il primo sommergibile nella Storia munito di lanciamissili balistici. I terribili missili V2 dovevano radere al suolo New York, e non solo.

I primi esperimenti

La prima idea di questo genere fu concepita nel 1941, utilizzando un sommergibile Tipo IX-C, l’U-511. Il missile, all’epoca una V1, doveva fuoriuscire dalla parte superiore dell’unità, sia in emersione sia in immersione (fino a 12 metri di profondità). I primi esperimenti videro l’utilizzo del lanciarazzi Nebelwerfer, montato sul ponte della barca. I risultati non furono positivi, soprattutto per quanto concerneva la precisione di tiro. Un problema molto grave perché i missili dovevano affondare le navi scorte britanniche.

Questo progetto, però, non andò avanti perché si decise di concentrarsi sullo sviluppo autonomo della V1.

Rocket u-boat

Le ricerche missilistiche proseguirono a Peenemunde, anche per l’utilizzo di u-boot. Tra il 1943 e il 1944 si cercò di inserire una V1 per colpire obiettivi in un raggio di 250 km. Si decise, inaspettatamente, di passare il progetto all’Aeronautica.

La V2 essendo maggiore di dimensioni rispetto alla V1 aveva bisogno di un sommergibile di maggiore stazza per essere trasportato.

Il progetto dello speciale Rocket u-boat ebbe come nome in codice Prufstand XII. Questo nuovo sommergibile doveva trovarsi molto più tempo in immersione e trasportare speciali silos per contenere le V2.

Il tempo e la tecnologia non permisero, come ricorda David Miller, David in U-boats.

Soltanto molto tempo dopo i sovietici e gli americani ripresero in mano questo innovativo progetto.

Avatar
Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.