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Diversity@work, per combattere le discriminazioni

Nonostante i recenti scandali e l’attenzione catturata dal movimento Me Too, continuano purtroppo a imperversare, in Italia come all’estero, episodi di discriminazioni e abusi. Specie negli ambienti di lavoro, dove troppo spesso la donna si ritrova a subire limitazioni o trattamenti impari. Per questa ragione, si cercano soluzioni al fine di inculcare la cultura del rispetto: a tutti, grandi e piccoli.

Giocare potrebbe essere il modo migliore di apprendere le regole del vivere civile. Ecco che qualcuno ha ben pensato di realizzare un videogame, anonimo nella tutela di chi interagisce, per riflettere su diversità e inclusione negli ambienti di lavoro; sulle reazioni spesso guidate da automatismi o stereotipi, evidenziando discriminazioni implicite che influiscono e modificano la produttività aziendale.

Come funziona

Il game si chiama Diversity@Work: il giocatore, da solo o in gruppo, si ritrova protagonista di mini-storie tratte da casi reali; dovrà scegliere fra due opportunità a scelta vincolata (che determinano situazioni diverse) ogni volta che gli viene chiesto. Demo: https://workwidewomen.com/diversity-at-work/.

A realizzare il videogioco è stata la startup italiana Work Wide Women, che dal 2014 mette a punto ambiziosi progetti di inclusione delle donne nelle aziende. Le iniziative di Work Wide Women hanno come base e punto di partenza il documento Ue del 2012 sul ‘diversity management’: un report importante, che descrive come «elementi da valorizzare per la coesione e la produttività» le differenze di etnia, genere, orientamento sessuale o religioso, disabilità, età.

Il dato

Esiste un dato su cui è opportuno riflettere: nel 2018, il 73% delle grandi aziende (sondaggio Istud) ha voluto una formazione manageriale su diversità e inclusione. A dimostrazione della sensibilità in aumento nei confronti di certi temi.

 

I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.