Pallone da calcio
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Una proposta per completare l’attività calcistica. Come salvare il mondo del Calcio?

Il Calcio, come Sistema\Azienda, freme per una veloce ripresa, ma come?

La situazione attuale nel mondo del calcio

A breve ci sarà un incontro tra la F.I.G.C. ed il comitato tecnico-scientifico, di cui fa parte Ranieri Guerra, dell’OMS. Nel contempo il direttore dell’Istituto Superiore di sanità (ISS), dr. Giovanni Rezza, sconsiglia vivamente di anticipare i tempi della ripresa. I presidenti delle società di calcio remano nelle più disparate direzioni, nascondendo con le proprie proposte e\o ipotesi di ripresa, i giusti interessi o gli errori commessi nella gestione delle stesse società di cui sono proprietari.

Detto questo, è evidente che anche in ambito europeo si stia riproponendo lo stesso caos che si è verificato dal punto di vista sanitario; pertanto il rebus degli incontri calcistici internazionali sulla tempistica è risolvibile, a mio parere, solo nel mese di agosto, mettendo d’ accordo le società calcistiche europee. E’ pur vero che in agosto imperversa anche il calciomercato, ma questo non deve essere un deterrente. Magari il caldo lo sarebbe.

Una proposta per il Calcio

A tal proposito avrei una proposta di modifica del regolamento calcistico per i mesi molto caldi, che si adatterebbe benissimo alla situazione di confusione totale sul “come”, “dove” e “quando” giocare, senza però ledere la salute dei calciatori.

Si potrebbe giocare di sera, sviluppando la gara in due tempi da trentacinque minuti anziché da quarantacinque, il problema sarebbe risolto, lo spettacolo non ne risentirebbe ed, inoltre, i calciatori ne beneficerebbero perché non sarebbero sottoposti allo sforzo prolungato a cui non sono preparati dopo questo lungo periodo di inattività.

Come medico mi sento di affermare che nella situazione attuale mi pare proprio una bella idea quella di disputare le gare in settanta minuti, anche perché bisogna tenere in debito conto che lo stress fisico prolungato si comporta allo stesso modo di quello psichico nei confronti del sistema immunitario, ossia lo indebolisce proprio ora che i ricercatori, da più parti nel mondo, cercano di potenziarlo e proteggerlo.

La voglia di riprendere la stagione calcistica italiana, sia ben chiaro a porte chiuse, impone una tappa obbligata di controlli preventivi sui calciatori, ma anche sui conviventi degli stessi, nonché dell’intero staff tecnico, ivi compresi i magazzinieri ed impone la sanificazione degli spogliatoi, prima e dopo gli incontri e\o allenamenti, per una giusta profilassi . Per quanto riguarda i giornalisti, essi potrebbero accomodarsi in tribuna con le mascherine mantenendo le opportune distanze.

Arbitri e segnalinee dovrebbero attenersi alle stesse regole dei calciatori, non percorrendo in autonomia strade diverse. Per ricominciare al più presto, a mio parere, dovrebbe essere obbligatorio tampone e ricerca sierologica anticorpale, nella stessa giornata, da ripetere per cautela ogni dieci giorni per tre volte consecutive, così facendo il 15 maggio si potrebbe scendere in campo.

Il 5 maggio tutti i soggetti risultati negativi al 2° dei tre controlli potrebbero allenarsi finalmente in gruppo; gli eventuali positivi, al secondo controllo, ovviamente entrerebbero in una nuova quarantena ed i controlli sarebbero ripetuti per tre volte ogni sette giorni, anziché ogni dieci anche se asintomatici.

Vorrei precisare che se si volesse aderire a quello che sto proponendo, ci sarebbe il divieto assoluto di frequentare ambienti chiusi, fatta eccezione per le proprie mura domestiche o gli ambienti di lavoro, fino all’azzeramento del contagio. Seguendo poche regole si potrebbe completare il campionato.