Una taglia sugli hacker. L’offensiva di Binance contro i criptopirati

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È la più vecchia e più scontata regola del gioco: quando questo si fa duro, i duri cominciano a giocare (oppure a scendere in campo meglio attrezzati).

Dell’espansione del mercato delle criptovalute si parla ormai da tempo; dei rischi che fanno da controaltare alle enormi possibilità che questo mercato offre, pure; delle distorsioni e delle enormi fluttuazioni di valore, si è detto in ogni salsa, così come del pericolo di attacco e di furto virtuale che caratterizza questo nuovo corso monetario.

Se quello delle criptomonete è da tanti considerato un vero e proprio far-west, non potevano mancare le taglie, per individuare e punire i fuorilegge più pericolosi. Non siamo in un film western o in un fumetto di Tex Willer, ma parliamo dell’iniziativa presa da Binance dopo l’attacco che nelle scorse settimane ha rischiato di mettere ko interi imperi costruiti sui Bitcoin. Ecco che così, dove non arriva la legge, si chiede aiuto ai “cacciatori di teste”.

Non si tratta, naturalmente, di portare in spalla i banditi (“death or alive”, come si diceva un tempo in America), ma di collaborare alla loro individuazione e cattura. Il primo step è una taglia da duecentocinquantamila dollari per chi riuscirà a dare informazioni sugli hacker che la scorsa settimana hanno attaccato la piattaforma, una delle più importanti per la gestione e lo scambio delle criptovalute in tutto il pianeta. Dopo l’attacco, Binance si è cautelata subito, comunicando ufficialmente di essere riuscita a respingere l’offensiva grazie ai propri sistemi di sicurezza, ma evidentemente la paura è stata tanta, anche perché, per il futuro, la prevenzione potrebbe non bastare.

Dell’attacco, però, non si sa tantissimo. L’allarme è stato lanciato da Binance dopo l’aumento improvviso di attività di trading da parte di utenti che stavano cambiando le loro criptovalute in Bitcoin. L’offensiva hacker sarebbe stata effettuata attraverso dei messaggi phishing, mandati in maniera illecita attraverso gli account dei clienti. La piattaforma a quel punto ha bloccato le conversioni per motivi di sicurezza, impedendo il ritiro dei fondi convertiti nelle ore dell’attacco e arrecando così anche un danno economico ai promotori dello stesso. Una iniziativa che Binance aveva preso già lo scorso febbraio, a seguito di un flusso anomalo di conversioni, in quel caso ammettendo però, successivamente, di aver commesso un errore, e vedendosi costretta a restituire le criptomonete ai suoi clienti. In quella come in questa occasione, nel frattempo, il mercato ha però reagito, e l’episodio non si è concluso con un “tutto è bene quel che finisce bene”: da quando la voce dell’attacco si è sparsa nella community il valore del Bitcoin è sceso vertiginosamente, arrivando da undici a ottomila e cinquecento dollari in poche ore. Urge, insomma, trovare una soluzione.

In un documento diffuso in rete, la dirigenza di Binance ha spiegato che, dal proprio punto di vista, la vera prevenzione è anche attivarsi perché chi commette questo tipo di crimine venga affidato repentinamente alla giustizia. “Per poter garantire la sicurezza della community delle cripotovalute, non possiamo giocare solo in difesa. È indispensabile prevenire attivamente qualsiasi tentativo di hackeraggio prima che si verifichi, ma anche di seguire gli sviluppi dopo l’episodio”, si spiega nella nota inviata alla stampa dalla piattaforma. Inutile dire che la ricompensa messa a disposizione da parte di Binance sarà in Binance Coin.

Changpeng Zhaoo, il Ceo dell’azienda, attraverso Twitter ha comunicato in maniera netta e concisa il cambio di strategia, e l’iniziativa messa in atto da Binance con un deciso cinguettio che recitava: “Come in una partita di calcio, non si può giocare solo in difesa”. Ora, non è dato sapere se questa controffensiva sulla cripto sicurezza spaventerà i pirati informatici, o addirittura potrebbe essere considerata come una sfida che gli hacker di tutto il mondo accetteranno, provando ad accanirsi ulteriormente sul portale.

Non che la cosa sembri preoccupare Binance, che ostenta fiducia nella propria strategia: “Binance ha per il momento messo in deposito l’equivalente di dieci milioni di dollari in riserve di criptovalute per future taglie contro qualsiasi tentativo di attacco: abbiamo invitato anche altri exchange e aziende del settore a unirsi alla nostra iniziativa”. Se l’idea piacerà e l’unione farà la forza contro i pirati del terzo millennio, solo il tempo potrà dirlo.