La_fontana del Carciofo a Piazza_Trieste_e_Trento (Fonte Wikipedia)
adv

Il Napoli ha vinto la sua sesta Coppa Italia ma parte della tifoseria ha esagerato nei festeggiamenti. Danni a monumenti, rapine e devastazioni disonorano una vittoria meritata

Mercoledì 17 gennaio il Napoli ha battuto la Juventus ai rigori (4 a 2), aggiudicandosi così la sua sesta Coppa Italia, primo trofeo per il suo allenatore (Gennaro Gattuso). 

La città è letteralmente esplosa in manifestazioni di gioia, dopo l’ultimo rigore battuto da Milik

Per colpa di pochi, un’intera città è sotto giudizio

Purtroppo, dobbiamo ricordare anche gli atti vandalici e i comportamenti incivili di pochi tifosi che hanno disonorato una meritata vittoria. 

Monumenti sono stati devastati, persone hanno affollato spazi pubblici senza mascherine e senza rispettare la distanza sociale, colpi di arma da fuoco sono stati sparati e gente è stata rapinata o ferita. 

Una cosa indegna. 

I monumenti devastati

La Fontana del Carciofo, in Piazza Trieste e Trento, è stata assaltata da circa 5000 tifosi, che non si sono preoccupati minimamente dei danni apportati al monumento, inaugurato la sera del 29 aprile 1956 dalla Giunta presieduta da Achille Lauro (Sindaco partenopeo ma anche Presidente del Calcio Napoli). 

Divelta parte della recinzione, mentre sul basamento della fontana è visibile la traccia lasciato da un fumogeno azzurro

Piazza Vanvitelli anche è stata colpita duramente. Le aiuole al centro della celebre piazza vomerese sono state danneggiate dalla gente che si è accalcata. 

Gli inquirenti stanno indagando su questi spiacevoli e poco decorosi incidenti.

Alcuni dei gravi reati commessi in una notte di follia

Grazie ad un video caricato su Facebook, si vede un gruppo di ragazzi inseguire a via Santi Giovanni e Paolo, nei pressi di Piazza Carlo III, un giovane a bordo di un motorino, raggiungerlo, gettarlo a terra, minacciarlo con una pistola puntata alla testa e rubare lo scooter. 

Dobbiamo anche registrare degli spari a Frattamaggiore (Città Metropolitana di Napoli). 

Infine, un uomo di  45 anni è stato raggiunto da quattro proiettili esplosi da ignoti, passata la mezzanotte, nel centro storico di Napoli.

Il pericolo Covid-19 e le parole di Luigi de Magistris

Stanno facendo discutere le parole pronunciate ieri da Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli. 

Ad un Giorno da Pecora, programma di Rai Radio1, de Magistris ha così risposto alle preoccupazioni di Ranieri Guerra, dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), per il rischio di propagazione del Coronavirus durante i festeggiamenti: “Mi sembra un po’ esagerato. Napoli non ha più contagiati praticamente da quando è finito il lockdown, in città sono sette giorni che c’è il contagio zero, e in piazza c’erano solo napoletani. 

Bisogna uscire fuori da questa ipocrisia o non si fanno giocare le partite ma se vince il Napoli chi può pensare che i napoletani non scendano in strada a festeggiare? Non bisogna essere ipocriti. E poi evidentemente si è scaricato anche il lanciafiamme di De Luca…”. 

Parole che lasciano ben poco ai commenti. 

 

Avatar
Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.