UniCredit: alcune dritte per salvaguardare i furti di dati
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Browser e applicazioni sempre aggiornati possono essere utili per evitare furti di dati, UniCredit al centro di alcuni fatti di cronaca 

Caso UniCredit: 3 milioni clienti hanno subito una forte violazione dei dati.
I nostri conti online, dunque, sono realmente così sicuri?
Gli hacker informatici possono entrare facilmente nei nostri conti correnti bancari?
Come possiamo ovviare a questi problemi?
Tali interrogativi attanagliano (più o meno) chiunque depositi i propri soldi nelle banche, affidandosi (inevitabilmente, di questi tempi) a servizi in rete o tramite app.
Tuttavia, bisogna precisare, la violazione dei dati segnalata da UniCredit nel 2015, ha aperto un iter che ha portato a una maggiore sicurezza riguardante i conti.

I “mobile token”

Grandi successi ottenuti in materia di protezione delle informazioni personali.
Dopo l’ingresso in campo dei “mobile token”: tramite i quali, senza l’autorizzazione dei reali titolari del conto, è veramente difficile effettuare operazioni bancarie.
I nuovi mobile token prevedono tecnologie innovative e di utilizzo comune: dalle impronte digitali, al riconoscimento facciale.
Utilizzabili da transazioni bancarie fino a semplici ricariche telefoniche.
Ma non basta, di seguito 4 consigli per contrastare i pirati informatici.

UniCredit, ma non solo: il primo consiglio è quello di aggiornare le app

Ormai, in un mondo digitalizzato come quello in cui viviamo, è molto diffuso il concetto di “home banking”.
La maggioranza delle operazioni bancarie vengono effettuate direttamente da pc e smartphone.
Chiaramente, come ogni cosa legata al mondo di internet, è possibile essere “attaccati” da malintenzionati.
Il primo consiglio è quello di aggiornare browser e applicazioni.

Occhio alle notifiche

In genere la banca mette a disposizione dei clienti varie notifiche personalizzate: si consiglia di attivarle tutte.
Sms, email, notifiche interne all’app: tutte collegate e capaci di darci un quadro completo sulla situazione.
Soprattutto i messaggi di testo: “irriducibili” in caso di mancanza di copertura dati.

Phishing

Il phishing sta alla base degli attacchi informatici di questo genere.
Tramite “mail esca”, che molte volte traggono in inganno, poiché “firmate” come se fossero inviate dal proprio istituto bancario.
In genere le banche non utilizzano le mail per chiedere dati personali ai propri clienti.
In caso di dubbio, chiamate in banca e chiedete delucidazioni.

Credenziali e dati di accesso

UniCredit, Intesa San Paolo, Deutsche Bank, si potrebbe continuare all’infinito; l’importante è assicurarsi delle doppie autenticazioni e di credenziali solide.
Salvatele, magari sotto nomi falsi in rubrica, oppure su qualche quaderno di appunti (gelosamente) custodito al riparo da sguardi indiscreti.