Bandiera Italia
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“Le sofferenze derivanti dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri”

Su questa ultima affermazione ci sta tutto il richiamo del Presidente della Repubblica; il discorso alla Nazione è stato un appello assoluto, alle responsabilità di ciascuno.
Parole importanti che non hanno tralasciato nessun aspetto; ringraziamenti, per quanto messo in essere, a coloro che hanno operato per il bene del Paese. Insegnanti, Medici, Forze dell’Ordine e Imprenditori che, seppure nella sofferenza, hanno tenuto duro.

Moniti e inviti, senza molti preamboli,  a chi continua a non voler ravvisare le ragioni di Unità Nazionale.
Una Festa della Repubblica assai diversa rispetto a quella cui eravamo abituati; una giornata che ci vede, tutti senza alcuna differenza, coinvolti a partecipare alla rinascita; condividendo valori e superando le divisioni.

“L’Unità Morale è il vero cemento che ci ha tenuti insieme”, ha sottolineato Sergio Mattarella, quasi a voler ammonire chi ancora si discosta da tale caratteristica.

Un futuro ancora incerto

Affermare che non esiste più la malattia è pericoloso e fuorviante, mentre la Fase 3 sta per appalesarsi. Dal 3 giugno inizia l’estate sicura, imperniata sulle tre T, “Tracciare, Testare, Trattare”.
Il discorso del Presidente sembra su misura per il futuro che ci attende; tutti coloro, investiti da responsabilità istituzionali, devono riflettere e considerare come siano chiamati a risollevare, con fatti tangibili, un Paese che sembra uscire da un autentico incubo. La dialettica politica non è in discussione, ma eliminare diatribe e polemiche è un auspicio sentito.

Il domani è incerto, ma il destino ci accomuna e dobbiamo condividere le responsabilità; basta polemiche e diatribe, basta divisioni generazionali, basta realtà territoriali che reciprocamente si rimbeccano. E’ solo il momento di ricostruire, tutti insieme senza esitazioni o sospensioni di democrazia.
Dobbiamo essere all’altezza delle difficoltà che ci attendono, ma, purtroppo, da più parti sembra che siano ancora ad intingere il pennino nell’inchiostro, ed il foglio è ancora bianco immacolato.

Il decreto “Rilancio” non ha ancora gli attuativi e il tempo passa; il timore che non tutto vada per il meglio è palpabile.

La speranza Europa

Siamo stati fermi, restati inermi, davanti all’immane tragedia che la pandemia ha scatenato; adesso è il tempo della rinascita e, da come si stanno avviando gli eventi, per fortuna non siamo soli; l’Europa sembra aver ritrovato lo spirito di solidarietà, che è il condimento imprescindibile per l’integrazione. Nessun Paese può farcela da solo.

Dobbiamo, subito, essere all’altezza del compito; alla disperazione per gli affetti spezzati, per quelli che non ci sono più, dobbiamo contrapporre la ferma e decisa determinazione per riprenderci.
Dobbiamo ritrovarci, in un clima di reale solidarietà reciproca ed in una unità nazionale, che ha sempre connotato tutti noi.

Però, aspetto non trascurabile, abbiamo assoluto bisogno di decisioni fondamentali ed efficaci. Non è possibile ripartire senza coesione, ma neppure senza risolutivi interventi.
Grazie Presidente, per averci riconosciuto spirito di abnegazione e responsabilità.

Tuttavia, nonostante le previsioni e, appunto, le non certezze, auguri a noi; tra qualche giorno ci sarà il “liberi tutti”. Speriamo di esserne all’altezza e di continuare a tener presente ciò che è successo e che potrebbe ancora accadere. La situazione è confusa, la discordanza scientifica non aiuta.

Certi rapporti vanno rivisti e ridefiniti; tra periferia e centralità, tra scienza e politica, tra chi dice tutto e il contrario di tutto.
Ci vuole cautela, dobbiamo essere consapevoli che la salute è un bene imprescindibile per il futuro

Lucia De Martino