Va garantito l’accesso ai cani in spiaggia lo ha stabilito il TAR Lazio
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Il TAR Lazio stabilisce che i Comuni non possono vietare l’accesso dei cani in spiaggia. Bocciato il Comune di Latina

È illegale interdire completamente l’accesso alla spiaggia ai cani. A stabilirlo è il TAR Lazio con la storica sentenza n. 176 dell’11 marzo 2019, che ha dichiarato l’illegittimità dell’ordinanza emessa dal Comune di Latina nel marzo 2018. L’ordinanza del comune laziale aveva fatto molto discutere, in quanto precludeva completamente l’accesso all’arenile ai cani per tutta la durata della stagione balneare.

La presenza in spiaggia degli animali rappresenta, in realtà, una vecchia questione che si ripresenta puntuale ogni anno, in coincidenza con l’inizio della stagione balneare. La decisione del TAR Lazio potrebbe rappresentare la giusta via di mezzo, in grado di accontentare sia i nostri amici a 4 zampe ed i loro proprietari, sia coloro che non vedono di buon occhio la presenza di animali in spiaggia.

L’ordinanza del Comune di Latina

Oggetto di valutazione da parte del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio era l’ordinanza del Comune di Latina n. 70 del 21.3.2018, limitatamente all’art. 2.1.7. L’articolo in questione vietava infatti ai conduttori di animali di poter accedere alle spiagge del litorale durante la stagione balneare (1 maggio- 30 settembre), anche se muniti di museruola e guinzaglio. L’unica concessione presente nell’ordinanza lasciava la possibilità agli animali di accedere alle spiagge unicamente negli stabilimenti balneari a pagamento, nel caso in cui i concessionari avessero creato delle apposite zone per l’accesso degli stessi.

Le motivazioni della sentenza del TAR

Il TAR Lazio ha bocciato senza appello l’ordinanza, definita irragionevole e illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata. La sentenza, pur riconoscendo l’esigenza di garantire l’igiene e il decoro delle spiagge, assieme all’incolumità dei bagnanti, giudica immotivata l’ordinanza del Comune di Latina. Essa infatti non indica le motivazioni alla base del provvedimento, né le misure necessarie a perseguire i predetti obiettivi di sicurezza e decoro delle spiagge. Il divieto totale di accesso ai cani appare dunque immotivato e contrasta con i principi espressi nel Regolamento regionale.

L’ordinanza del Comune di Latina è inoltre sproporzionata, in quanto la soluzione individuata non cerca di stabilire un compromesso tra esigenze contrastanti, andando a penalizzare invece esclusivamente una parte. Secondo il Tribunale Amministrativo Regionale, una soluzione logica e improntata a criteri di ragionevolezza sarebbe stata quella di individuare nel PUA (Piano Utilizzo degli Arenili) delle aree adibite all’accesso degli animali, assieme alle aree in cui l’accesso agli stessi fosse interdetto. In tal modo si sarebbe stabilita un’equiparazione tra interessi contrastanti, ma entrambi legittimi e riconosciuti dalla legge.

La scelta di demandare all’iniziativa privata (e quindi esclusivamente a pagamento) la creazione di zone adibite all’accesso degli animali è ingiusta. Essa crea condizioni di svantaggio per i proprietari dei cani, privati della possibilità di accesso ad aree adibite a balneazione libera e gratuita. Inoltre, nel caso in cui nessun concessionario privato volesse creare zone ad hoc per i cani, i proprietari degli animali si ritroverebbero, di fatto, privati della possibilità di accesso all’arenile.

L’ordinanza del Comune di Latina viene pertanto annullata, limitatamente all’articolo incriminato.