Home Editoriali Vaghezza tra “Fase1” e “Fase2”; prescrizioni graduali

Vaghezza tra “Fase1” e “Fase2”; prescrizioni graduali

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Nel limbo di color che son sospesi

Ascoltando la conferenza stampa, ho avvertito chiaro il senso di smarrimento. Però non mi è tornato in mente solo Virgilio, che spiega a Dante di non poter ambire al Paradiso in quanto pagano, ma anche un “vecchio” e compianto Presidente di una Società Calcistica pervenuta – ormai da tempo e oggi militante in serie inferiori –  ai fasti della massima divisione.
Nel campionato in argomento, portato avanti con altalenanti risultati, il ruspante “Padre Padrone” del club, interrogato sulle qualità del proprio ex allenatore, approdato intanto, dopo essere passato anche dal lato azzurro, su una prestigiosa panchina, ma senza rispondere alle attese, ebbe a dire: “E’ un buon medico, ma non uno specialista; non provoca la morte del malato, ma neppure lo tiene in ottima salute”.

La differenza, tuttavia, sta nel fatto che, nel nostro caso, non abbiamo ancora compreso quanto manca alla fine, e neppure se ci sono ottimismi  circa una rimessa in sesto.
Insomma, non abbiamo ancora capito; o almeno chi scrive non ci è riuscito.

Paura e incertezza

Diverse centinaia di “cape” pensanti, hanno partorito un qualcosa che sfugge ai più; su alcune cose si è trattato, su altre si è mollato, su talaltre forzato,  in altri campi tenuto.
Cioè? La riconoscenza, incondizionata e completa, a medici, infermieri e l’intero comparto sanitario appare scontata, ma il passo successivo non ha nessuna chiarezza percettibile.
Il rispetto dell’articolo 32 della Carta Costituzionale anche appare indiscutibile, ma il demandare al Ministero della Salute il reiterare provvedimenti “restrittivi”, assume connotati assai poco aderenti ad una fase di contenimento, che si preannuncia affatto facile.

Le prime avvisaglie ci sono già state; le aspettative non sembrano indurre a positivi scenari.
Il confine tra il coraggio e l’incoscienza, si sa, è assai labile. La situazione attuale ne testimonia l’assoluta veridicità.
Qualcosa riapre lunedì 27 aprile; qualcuno il 4 maggio. In tanti hanno già annunciato che non rialzeranno le saracinesche.

Però, in fondo, i maturandi potranno sostenere l’esame in prima persona e le procedure per l’assunzione di 24000 precari si annunciano prossime; così come i 36000 aspiranti potranno, quanto prima, concorrere a potenziare l’offerta didattica.

Diversi dubbi incombono

Sport individuali il 4 maggio, sport collettivi il 18 maggio; distanziamento sociale di un metro (almeno) all’interno di un vagone della metropolitana, ma si consiglia l’uso di mezzi propri; per quanto concerne il pubblico trasporto verranno aumentate le corse nelle ore di punta e si potrà ricominciare a fare qualche corsa all’aperto lontano da casa, mantenendo, però, le distanze di sicurezza.
Niente cerimonie religiose, ma deroga per i funerali, ai quali saranno ammesse persone in numero ristretto. In che senso? Parenti, amici, ma non semplici conoscenti? Chiusi musei, mostre e luoghi culturali; ancora dubbi sulla riapertura.

Le scuole riapriranno a settembre; nei prossimi giorni è annunciato il decreto aprile: cioè a maggio.  I tavoli di lavoro si moltiplicano, ma che oggi sia già tardi non sembra tangere più di tanto. 155 miliardi di euro annunciati; turismo ed infrastrutture ormai senza respiro.
Il decreto aprile rinnoverà gli ammortizzatori sociali; tuttavia, a detta del Presidente del Consiglio, abbiamo manifestato tutti forza, coraggio e senso della responsabilità.

Nella “Fase 2” sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi, anche nelle relazioni familiari si deve prestare attenzione, dal momento che 1 contagiato su 4 sta nell’ambiente familiare.
Potremmo avere danni irreversibili, per la nostra economia ove mai si dovesse reiterare il contagio.

Quindi la sfida che ci aspetta è diversa dallo stato dell’arte odierno? I danni irreversibili sembrano già avallati dalla realtà di fatti e cose.
Adesso ci si dice che dipende da noi, dobbiamo gettare le basi per la ripartenza del Paese, in attesa si avveri la promessa circa il fatto che il Governo farà la sua parte.
Squadra di esperti e scienziati hanno partorito che dovremo convivere con il virus.
Come sempre, in attesa di sviluppi, auguri a noi.