Gli episodi osservati durante Fiorentina-Napoli parlano di un VAR che in futuro dovrà necessariamente adottare maggior trasparenza
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Gli episodi osservati durante Fiorentina-Napoli parlano di un VAR che in futuro dovrà necessariamente adottare maggior trasparenza

 

Diciamocela tutta: un calcio senza polemica non riusciamo proprio ad immaginarlo e tutto sommato va bene così. Nessun campionato risulterebbe appetibile senza lo sfizio del commento più o meno infervorato da consumarsi al bar o tramite social.

Il VAR è però stato introdotto per cercare di limitare il dibattito all’essenziale, ma all’alba di questa Serie A 2019/2020 la situazione non sembra mostrare grossi miglioramenti: Fiorentina-Napoli ha lanciato un allarme che non dovrà assolutamente essere ignorato.

Di rigori dubbi e telecamere riservate

La seconda partita di questo primo turno, nonché probabilmente lo scontro più atteso della giornata, si è infatti contraddistinta per alcuni episodi a dir poco dubbi da entrambe le parti della barricata. Concentriamoci, però, sugli episodi che hanno coinvolto il Napoli in attacco: il rigore concesso alla Fiorentina è infatti questione di regolamento, anch’esso poco chiaro e sicuramente foriero, se così continuerà a venire interpretato, di qualche decina di calci di rigore a giornata (lo stesso Montella, commentando l’episodio, si è detto contrario alle nuove regole sui falli di mano).

Il VAR, già utile a revisionare il tocco in area di Zielinski, entra però in gioco in maniera decisamente più aggressiva quando si tratta di assegnare il calcio di rigore al Napoli per presunto fallo su Mertens. Diciamolo senza indugiare: il fallo sul folletto belga non c’era. L’attaccante del Napoli, autore peraltro della splendida rete del momentaneo 1-1, si lascia cadere in maniera anche abbastanza plateale ed avrebbe forse anche meritato l’ammonizione per simulazione.

Possibile allora che il VAR non sia servito a portare Massa e i suoi collaboratori sulla retta via? Le versioni qui sono due: secondo alcuni le telecamere a disposizione dello staff avrebbero mostrato l’azione da un’angolazione diversa e più chiara rispetto a quella televisiva, dalle quali si evincerebbe l’esistenza del contrasto falloso; altre voci parlano invece di rigore assegnato non per il fallo su Mertens, ma per un tocco con la mano di Pulgar avvenuto qualche attimo prima del controllo del belga. La domanda, in entrambi i casi, è una: perché non adottare maggior trasparenza?

VAR sì, ma lo si utilizzi a dovere

Sia chiaro, dunque: il supporto della tecnologia all’applicazione del regolamento, in un’epoca in cui è possibile per tutti vedere e rivedere all’infinito un’azione dubbia, è cosa sacrosanta. Il VAR era però chiamato a rendere più trasparenti le decisioni dei direttori di gara, il cui lavoro è stato troppo spesso (giustamente o meno) messo in dubbio da tifosi ed opinionisti.

L’utilizzo che se ne sta facendo, però, non va in questa direzione: se trasparenza dev’essere, che lo sia a 360 gradi. Si mettano dunque a disposizione delle reti televisive le telecamere di cui dispone il VAR, si parli chiaramente del perché una decisione sia stata confermata o revocata. Solo così facendo il supporto tecnologico potrà aderire al suo scopo ed assumersi le sue responsabilità: in caso contrario non sarà che un ulteriore argomento di scontro.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.