Via Crucis
Via Crucis
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La Via Crucis di Papa Francesco sarà in onore di migranti, prostitute, disabili e bambini vittime di abusi.

Via Crucis

Il tradizionale percorso pasquale, la Via Crucis, sarà quest’anno dedicata a tutte quelle persone che soffrono in maniera sempre maggiore le scelte e le mancate scelte di una società che non si riesce a prendere cura di loro.

Papa Francesco ha infatti deciso di intraprendere questo percorso con bambini vittime di violenze, persone affetta da disabilità, giovani ragazze indotte nel circolo della prostituzione e migranti; per questi ultimi soprattutto il pontefice ha speso parole di conforto, invitando a riflettere sulla condizione di disagio dettata da “meri calcoli politici”.

L’arrivo a Roma

Una volta a Roma, Papa Francesco è stato accolto dal sindaco della città, la pentastellata Virginia Raggi, che tanto sta facendo parlare di lei negli ultimi giorni a seguito di alcune intercettazioni a proposito del caso sui rifiuti nella capitale.

Nella sua visita ha avuto anche modo di dialogare con suor Eugenia Bonetti, missionaria impegnata per combattere la tratta delle persone, presidentessa dell’associazione “Slaves no more” e che ha curato le meditazioni di quest’anno.

La scelta dei volontari

“Gli ultimi saranno i primi” recita il Vangelo di Matteo (20, 1-16), e Papa Francesco ha intenzione di continuare in veste di esempio a portare rinnovamento e serenità all’interno della Chiesa. Ed ecco che, nel tragitto delle 14 stazioni, la cui prima ed ultima saranno guidate dal cardinale Angelo De Donatis, vicario di Roma, a portare la croce ci sono i cosiddetti “reietti” della società, la famosa Corte dei Miracoli di Notre Dame de Paris.

Le meditazioni

Le meditazioni di quest’anno sono un duro attacco al sistema occidentale che giustifica il ricco ad aggredire il povero, approfittandosi della carne del più debole non per nutrirsi, ma per avidità.

Poca ancora è l’attenzione pratica ed effettiva nei confronti dei più deboli, come le ragazze umiliate e seviziate, sequestrate dai trafficanti e relegate al giro della prostituzione. Ma anche viene sottolineata la questione “migranti”, i quali sono costretti a sopportare traversate estenuanti ed essere trattati come merce di scarto tra centri d’accoglienza che vengono associati a veri e propri lager, in cui i malcapitati finiscono in attesa di essere trasportati verso l’ennesimo porto chiuso per semplici calcoli politici.