Wallabies
Wallabies e l'intelligenza artificiale al servizio dei club di serie A
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Può una macchina sostituire il lavoro di un esperto osservatore di calcio? Wallabies fornirà un supporto fondamentale per la scoperta di nuovi promettenti giocatori

L’intelligenza artificiale  arriva in serie A tramite Wallabies, il machine learning che darà la possibilità di individuare, grazie alle nuove tecnologie, giovani talenti calcistici in tutto il mondo. La prima squadra a sperimentare questo strumento sarà il Sassuolo che così potrà monitorare un gran numero di calciatori. Ma come funziona? Che cos’è il machine learning?

Il machine learning: una branca dell’intelligenza artificiale

Il machine learning, noto anche come apprendimento automatico, raccoglie un insieme di metodi quali: statistica, reti neurali artificiali, elaborazione delle immagini, algoritmi adattivi e molto altro. Questo strumento permette a una macchina intelligente di migliorare le proprie capacità e prestazioni nel tempo e sarà in grado di imparare a svolgere determinati compiti migliorando, tramite l’esperienza, le proprie risposte e funzioni. Come si adatterà con il calcio?

Wallabies: l’intelligenza artificiale al servizio dei club

Il Sassuolo sarà la prima squadra di serie A ad applicare questa tecnologia nel calcio, con la quale avrà un supporto per cercare nuovi talenti in giro per il mondo. Luigi Libroia, CEO di Wallabies, start-up milanese fondata nel 2016, ha dichiarato: “Il lavoro svolto dalle macchine di Wallabies può essere paragonato a quello di 400 osservatori, ma non vuole sostituirsi all’uomo, può rappresentare un fondamentale supporto strategico e un prezioso vantaggio competitivo sulla concorrenza”.

Proprio su quest’ultimo aspetto occorre fare chiarezza: può una macchina sostituire il ruolo di un osservatore? Ovviamente ci sono tanti scettici, gli esperti di calcio sono convinti che una macchina non potrà mai sostituire l’intuito umano nella scoperta di un giovane talento, non saprà riconoscere il valore di una giocata, come sta in campo un calciatore e soprattutto notare la personalità di un ragazzo. Al momento non ci sono ancora dati a sufficienza per capire se questo sistema si rileverà un successo o un fallimento, solo il tempo ci potrà dare una risposta.

 

 

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.