WhatsApp vuole contrastare la diffusione delle fake news
WhatsApp vuole contrastare la diffusione delle fake news
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Continua la crociata di Whatsapp (e di Facebook) contro la diffusione di fake news. Nuove funzionalità dovrebbero agevolare di molto il processo

WhatsApp si è resa conto che, per crescere ulteriormente, ha la necessità impellente di trovare nuove strade per allettare i suoi utenti, attuali e futuri.

Contrastare la diffusione delle fake news vuol dire rendere più sicuro il prodotto che si vuole offrire al cliente.

Vediamo insieme i nuovi passi in merito.

La nuova funzionalità di WhatsApp

La nuova funzionalità, attualmente testata in versione beta, permette di manifestare all’utente il numero di volte in cui un messaggio è stato inviato. In questo modo sarà possibile ricavare il numero di volte in cui è girato il messaggio e chi è stato il primo a far partire una determinata notizia o informazione.

A informare su questo importante sviluppo è stato il sito specializzato in prodotti informatici WABetaInfo.

Innovazioni già attuate

Altre innovazioni sono già usufruibili per i fruitori dell’applicazione di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook.

Già da alcuni mesi Whatsapp avverte il cliente nel caso in cui il messaggio ricevuto non sia stato scritto dalla persona che lo ha inviato. Questo perché il messaggio non è originale ma inoltrato.

È stato anche ristretto il numero di utenti che possono ricevere lo stesso messaggio: allo scopo di rendere più difficoltoso la diffusione di fake news.

Ultime novità

Sarà possibile, entro breve tempo, conoscere il numero preciso di volte in cui un messaggio è stato inoltrato. Più di quattro volte sarà inviata una notifica che segnalerà il messaggio in questione come inoltrato di frequente.

Un motore di ricerca interno all’applicazione

WhatsApp ha deciso di inserire un motore di ricerca interno per migliorare la consapevolezza degli utenti sulle informazioni diffuse nell’app. Sia per testi che per immagini.

Voi cosa ne pensate? Vi piacciono queste innovazioni?

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.