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Whirlpool chiude lo stabilimento di Napoli
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Whirlpool cede il sito di Napoli, a rischio 430 lavoratori. I sindacati hanno proclamato lo sciopero

Nella giornata di ieri, senza nessun preavviso, la Whirlpool ha deciso di chiudere lo stabilimento di Napoli.

Grande rabbia da parte dei lavoratori rimasti scossi dalla notizia e molta delusione da parte dei sindacati per la decisione dell’azienda.

Whirlpool: la decisione della società

La società tenta di non far preoccupare i suoi, ormai, ex lavoratori dichiarando che il sito avrà una riconversione. Cosa significa? Che Whirlpool non sarà più proprietaria dello stabilimento, ma la cederà a una società terza in grado di garantire la continuità aziendale e l’occupazione.

Intanto per gli oltre 400 lavoratori del sito napoletano c’è un futuro di grande incertezza. Ricordiamo che, solo sei mesi fa, fu sottoscritto un piano industriale che prevedeva investimenti fino al 2021.

Whirlpool: il comunicato dell’azienda

Dal sito della società si può leggere il comunicato diramato a proposito di questa situazione:

“Si è svolto oggi a Roma un incontro tra rappresentanti dei sindacati italiani e la direzione di Whirlpool EMEA per presentare gli aggiornamenti del Piano Industriale Italia 2019-2021, tra cui alcuni importanti nuovi sviluppi sulla sua attuazione.

Whirlpool ha confermato il suo forte impegno per l‘Italia come base strategica industriale e di mercato, nonché le linee guida strategiche del Piano Industriale Italia firmato il 25 ottobre 2018 al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e in particolare gli investimenti di 250 milioni di euro per il triennio 2019-2021 in innovazione, prodotti, processi, ricerca e sviluppo nei suoi siti industriali in Italia. 

La specializzazione degli impianti, i volumi di produzione, i livelli occupazionali sono stati riconfermati per i siti industriali di Cassinetta di Biandronno, Melano e Siena.

Nei prossimi giorni, Whirlpool collaborerà con i sindacati, le istituzioni nazionali e locali per definire tutti i dettagli e le tempistiche del progetto di conversione dello stabilimento di Napoli, che sarà annunciato al più presto.”

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La chiusura della sede Whirlpool di Napoli ha suscitato la rabbia dei sindacati

La reazione dei sindacati

Come era facilmente immaginabile è stata durissima la reazione dei sindacati, infatti in una nota unitaria, Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Uglm hanno dichiarato:

“Diamo per scontato che il governo chieda a Whirlpool di rispettare l’accordo sottoscritto il 25 ottobre 2018 in sede istituzionale, non solo per tutelare i lavoratori, ma anche perché di quell’accordo fu sottoscrittore anche lo stesso ministro.

Qualsiasi ipotesi di modifica del piano e di chiusura di stabilimenti è per noi inaccettabile”.

Le dichiarazioni di Luigi Di Maio

Non si sono fatte attendere le parole del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che ha dichiarato:

“La notizia della chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli sarebbe già grave al solo pensiero che 430 lavoratori rischino di non avere più un posto di lavoro, ma diventa assurda se si pensa che, con questa scelta, i vertici aziendali decidano di stracciare un accordo che Whirlpool ha firmato lo scorso 25 ottobre al ministero dello Sviluppo Economico e col quale si impegnava a investire in Italia con un piano triennale da 250 milioni di euro. Solo dopo la firma di quell’accordo e l’impegno concreto della multinazionale, il ministero del Lavoro concesse gli ammortizzatori sociali a sostegno delle donne e degli uomini che lavoravano per la Whirlpool. Aiuti meritati, visto l’impegno da loro profuso e poiché vittime incolpevoli di fallimenti che nulla avevano a che fare con la loro attività.”