La Whirlpool chiuderà il suo stabilimento a Napoli
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Luigi La Morgia, AD della Whirlpool, ha confermato la chiusura della sede di Napoli entro il 31 ottobre

Nonostante l’incontro di oggi, 31 luglio, dove sono intervenuti sindacati, la Whirlpool, e le competenti istituzioni, non c’è stato nulla da fare: la sede napoletana della multinazionale statunitense chiuderà i battenti entro il 31 ottobre di quest’anno. 340 lavoratori e le rispettive famiglie non sanno cosa accadrà di loro dopo questa fatidica data. 

Il Governo partecipa a questo tavolo negoziale con nomi forti quali Nunzia Catalfo (Ministro del Lavoro), Stefano Patuanelli (Ministro per lo Sviluppo Economico) e Giuseppe Provenzano (Ministro per il Mezzogiorno). 

Chiusura per la Whirlpool di Napoli

A confermare questa decisione è stato l’Amministratore Delegato della Whirlpool, Luigi La Morgia. La motivazione di una simile scelta deriva dall’impatto devastante che ha avuto il periodo di chiusura forzosa, dovuta al lockdown (tra aprile e maggio): “ritardo di oltre dodici mesi rispetto agli obiettivi del piano industriale” con una perdita del 19% della produzione preventivata 

Napoli abbandonata ma non l’Italia 

Nonostante questa scelta, la multinazionale produttrice di elettrodomestici ha dichiarato di voler continuare ad investire in Italia e nel nostro mercato con un piano industriale ad hoc. Dovrebbero essere, infatti, investiti 250 milioni di euro entro l’anno prossimo. 

Critiche da parte del Governo

Il governo non sembra accettare questa situazione, soprattutto dopo che tra i ministeri competenti e la Regione sono stati investiti 50 milioni di euro per scongiurare la chiusura dello stabilimento partenopeo. Secondo il ministro Patuanelli: “Questo piano industriale ha delle carenze e limitazioni eccessive rispetto all’effetto Covid e soprattutto cancella una parte importante del piano industriale“. 

La situazione non è ancora del tutto definita, nuovi attori, nazionali o internazionali, potrebbero intervenire. I lavoratori della Whirlpool di Napoli non devono perdere la speranza.

Lucia De Martino