Attenendovi a poche semplici regole sarà più facile utilizzare Wikipedia
Attenendovi a poche semplici regole sarà più facile utilizzare Wikipedia
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Wikipedia, l’enciclopedia libera più famosa del globo, rappresenta un utile strumento di lavoro. Se lo si sa utilizzare bene

Chi vi scrive ricorda molto bene il pre – Wikipedia quando si era costretti ad utilizzare le fondamentali, ma ingombranti, enciclopedie cartacee.

Poi, con l’avvento dell’enciclopedia libera per eccellenza, tutto è cambiato. Con questo articolo vi spiegheremo come utilizzarlo al meglio.

Come è nata Wikipedia?

Partiamo dal nome, composto dalla parola hawaiana wiki (veloce) e dal suffisso pedia (formazione), proveniente dal greco antico. Quindi Formazione Veloce, rapida per intenderci meglio.

Wikipedia, nata ufficialmente il 15 gennaio del 2001, come enciclopedia online, plurilingue, completamente gratuita, collaborativa e a contenuto libero. Fu creata dalle geniali menti di Larry Sanger e Jimmy Wales ed è di proprietà della Wikimedia Foundation Inc., fondazione senza scopo di lucro di San Francisco (Stati Uniti d’America).

L’idea dietro questa enciclopedia gratuita è al tempo stesso semplice e geniale. Rispetto ai tempi passati, quando erano i massimi esperti dei diversi settori a realizzare le diverse voci delle enciclopedie, ora tutti quanti noi possiamo intervenire sullo sviluppo delle diverse voci presenti su Wikipedia.

In questo modo, come ci ricorda anche il motto della Wikimedia Foundation Vision, ognuno di noi può avere libero accesso “all’intero patrimonio della conoscenza umana”. Senz’altro un nobile scopo

Arrivati a questo punto, si potrebbe pensare che non vi sia controllo. In realtà non è così perché anche se tutti possono partecipare nella creazione di nuove voci, o cambiare quelle già esistenti, ci sono delle regole da seguire.

Il diritto d’autore deve sempre essere preservato, non bisogna utilizzare un lessico inopportuno e seguire uno schema di scrittura abbastanza fissa. Prima del definitivo inserimento, lo staff di Wikipedia controllerà il tutto per accertarsi che non si stiano dicendo delle castronerie e che tutto sia a norma di legge.

Come utilizzare al meglio l’enciclopedia libera

Incominciamo con il dire che le voci non sono uguali in tutte le lingue presenti su Wikipedia (si va dal latino all’inglese, dall’azerbaigiano al mandarino). Quindi per una maggiore accuratezza dell’informazione ricercata è consigliabile andare sulla pagina madre, la prima voce ad essere stata scritta su quel dato argomento, e inserire la traduzione.

Quest’ultima non sarà mai accurata al 100% ma ci darà il modo di capire di cosa si sta parlando.

Non bisogna fermarsi ad una sola voce ma seguire, proprio come un cane da tartufo o come un detective, le piste che ci vengono indicate e proseguire nella ricerca, stando bene attenti a non perderci nei meandri della conoscenza.

Bisogna sempre fare attenzione alle frasi segnate in rosa: in questo caso vuol dire che lo staff di Wikipedia non è certo dell’attendibilità della notizia riportata e quindi avverte l’utente a non prestare completamente fede a quanto riportato in quella particolare parte di testo.

Le fonti indicate nelle note e la bibliografia finale dicono molto sull’attendibilità della voce consultata.

Si può anche controllare per ogni singola voce i diversi contributi apportati.

Esempio di controllo della revisione della voce (in inglese) Donald Trump (Fonte Wikipedia)
Esempio di controllo della revisione della voce (in inglese) Donald Trump (Fonte Wikipedia)

Se avete poi solo una vaga idea, vi consigliamo di utilizzare l’indice, consultare il sommario o navigare tra i diversi portali tematici. Tutti e tre sono presenti in alto, nella pagina iniziale di Wikipedia.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.