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Wolfenstein Youngblood è lo spin-off della serie Wolfenstein prodotto dalla Machine Games e Arkane Studios. Scopiamo insieme i dettagli

 

Ritenere Wolfenstein Youngblood un semplice spin-off sarebbe poco rispettoso nei confronti della Machine Games e dell’Arkane Studios, le quali si sono impegnate per realizzare un prodotto del tutto innovativo.

Le nuove avventure di Blazkowicz sono incentrate prevalentemente su un gioco cooperativo e ambientato a diverso tempo di distanza rispetto agli ultimi episodi della saga.

Grazie al nuovo Wolfenstein Youngblood è possibile riconoscere che il progetto Wolfenstein è cresciuto notevolmente, soprattutto per quanto riguarda l’ambizione dei suoi produttori, trasformandosi pian piano in un prodotto necessario ai fini della saga principale.

Tuttavia Youngblood non può nemmeno essere considerato un episodio regolare rispetto al gioco principale, eppure non è semplicemente un appendice trascurabile di quest’ultimo.

Video a cura di  SpazioGames.it

Wolfenstein Youngblood: caratteristiche del gioco

L’ambientazione del gioco Wolfenstein Youngblood risale agli anni ’80,  infatti è chiaro uno sbalzo di oltre due decenni dal secondo capitolo.

In Youngblood la Seconda Rivoluzione Americana ha portato alla liberazione degli Stati Uniti, mentre L’Europa è rimasta sotto il predominio nazista, schiacciata dall’esercito del fuhrer.

Blazkowicz e Anya hanno abbandonato i campi di battaglia e vivono una vita tranquilla crescendo le loro figlie in un ranch piuttosto isolato, addestrandole ad affrontare il campo di battaglia.

Wolfenstein Youngblood per Nintendo

Saranno proprio le figlie di Blazkowicz, Zofia e Jess, ad accompagnarci in questa nuova avventura.

Sin dall’inizio i temi trattati sembrano avvicinarsi a Wolfenstein: The New Order, anche se in Youngblood vi è abbastanza spazio per misticismo, corpi sintetici e l’ipotesi dell’esistenza di dimensioni parallele.

Anche se il nuovo lavoro non può essere paragonato a The New Order e a The New Colossus, comunque al suo interno è possibile trovare una buona trama che talvolta si lascia intuire e altre volte fornisce rivelazioni importantissime.

Tuttavia, quel che manca è un po’ di tensione nel gioco e una nemesi potente, nonostante sia presente il racconto di un viaggio violento, di formazione e la possibilità di esplorare diversi registri.

Come suddetto Youngblood è un titolo che può essere giocato cooperativamente, anche se è consigliabile trascorrere le prime 10 ore di gioco portando avanti la campagna in single-player e poi passare alla modalità co-op.

Wolfenstein Youngblood: un resoconto finale

Alla base il gioco sembra essere in linea con i suoi predecessori, si riscontrano un ritmo accelerato, la corsa forsennata dei protagonisti e una certa irruenza .

Il nostro Avatar sarà il rappresentante di tale furia, pronto a trivellare i corpi dei nazisti senza curarsi dello spreco di pallottole, rendendo Youngblood il trionfo dello shooter esagerato e feroce.

In questo modo il gameplay risulta piacevole, soprattutto poiché si può modificare la modalità di gioco in ogni momento.

Passare alla modalità Co-op è abbastanza facile: basterà aprire la partita invitare un amico oppure utilizzare il Buddy pass. In questo modo una delle due protagoniste che fino ad allora era stata controllata dalla console sarà in mano ad un altro giocatore, rendendo maggiormente giustizia al gioco.

Wolfenstein Youngblood per ps4

Nonostante i pro e i contro la quantità dei contenuti presenti nel gioco è proporzionata al costo. Ciò che lascia un po’ a desiderare è la mancanza di caratterizzazione del gioco che non ha conferito un design riconoscibile degli anni ‘80 del regime tedesco.

Inoltre, altro neo riguarda le missioni secondarie talvolta un po’ ripetitive e senza pathos, il quale viene recuperato dalle fucilate a brucia e dalle estreme corse amplificate dalla modalità Co-op.

Ciononostante Wolfenstein Youngblood resta comunque un buon lavoro che sicuramente sarà apprezzato durante questi mesi di caldo intenso.

Avatar
Sarnataro Carla, nata a Villaricca il 21 giugno del 1993, ha conseguito il diploma nel 2012 presso il Liceo scientifico A.M. De Carlo a Giugliano, mentre la Laurea Triennale in Scienze e Tecniche psicologiche nel 2015. A luglio 2018 ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La scrittura è una passione recondita che pian piano sta fiorendo attraverso diversi sbocchi; la lettura l’accompagna sin da piccola insieme ad altre passioni artistiche come la pittura e il disegno.