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Creare benessere nell’ambiente lavorativo porta maggiore produttività

Con l’avvento dello smart working si sente spesso parlare di come cambia lo spazio lavorativo e della sua trasformazione da “fisico” a “digitale”; questo processo è frutto dell’inevitabile cambiamento che coinvolge tutte le aziende che decidono di adottare quindi il lavoro agile come nuova alternativa al classico svolgimento delle funzioni organizzative.

Con un sempre numero maggiore di dipendenti che operano direttamente da casa, con connessione da remoto, si riduce di conseguenza la quantità di lavoratori presenti in sede. Nonostante il cambiamento, però, non bisogna pensare che uffici o altri luoghi di lavoro vadano a sparire, anzi, questa è l’occasione giusta per reinventarli e per creare luoghi nuovi portatori di benessere per i propri dipendenti.

MAGGIORE È IL BENESSERE MAGGIORE SARÀ LA PRODUTTIVITÀ

Con la legge sul Welfare, ovvero la cura della sicurezza e del benessere dei cittadini, cresce sempre più l’esigenza di rivisitare gli spazi lavorativi per seguire quel fil rouge che lega la produttività al benessere. È, infatti, provato che un luogo di lavoro confortevole comporti un senso di benessere maggiore allo stato d’animo del lavoratore che, come effetto, porta ad una maggiore produttività dello stesso.

È fondamentale, quindi, in un’ottica di estrema innovazione tecnologica e radicale trasformazione lavorativa, trovare una nuova strada che possa modificare lo spazio fisico. Efficienza, funzionalità, semplicità, accoglienza, tecnologia e comodità, queste devono essere le caratteristiche basilari per i nuovi luoghi di lavoro o, come sono chiamati oggi, per i workplace.

LA TECNOLOGIA ALLA BASE DEL CAMBIAMENTO

Proprio la tecnologia è tra gli elementi trainanti del cambiamento e a confermarlo è Alessandro Adamo, direttore di Degw nonché partner di Lombardini 22, che spiega come uno spazio innovativo possa diventare un workplace produttivo, per l’azienda che decide di realizzarlo, soltanto se viaggia di pari passo con la tecnologia.

I vecchi luoghi di lavoro non social e non funzionali se pur dotati di strumenti come l’Unified Communication & Collaboration, come spiega ancora Adamo, non portano alle aziende alcun risultato ma soltanto uno spazio antico “camuffato” in chiave moderna. Adamo che ha realizzato diversi workplace per aziende importanti, come Prysmian, Microsoft ed EY, ritiene che anche l’openspace non sia più consono alla società attuale ma che servono luoghi funzionali.

L’Osservatorio Politecnico di Milano, allora, ha provato ad assimilare tutte queste informazioni, a capire come realizzare un workplace che possa essere formal, agile, social e private e ha stilato i cinque passi fondamentali per creare un workplace perfetto, anche sulla base delle azioni adottate da Degw durante le diverse collaborazioni con le aziende sopracitate.

PRIMO PASSO: SPAZI DIFFERENZIATI

Il primo aspetto da seguire per la creazione di un workplace ad hoc è la differenziazione; in un’azienda è importante, infatti, avere spazi totalmente diversi sia negli arredi sia nelle dimensioni, ma anche per la tecnologia utilizzata non devono esserci luoghi simili ma differenti in base alle attività svolte in quel settore aziendale.

SECONDO PASSO: PIÙ COMFORT AMBIENTALE

Per riuscire nella realizzazione di questo workplace non bisogna mai trascurare l’aspetto “estetico” del luogo di lavoro; un certo spazio dotato di arredi, luci e colori studiati nel dettaglio può creare nel lavoratore una sensazione di tranquillità e benessere che permette di lavorare con maggiore attenzione e volontà. A volte anche quegli aspetti che sembrano superficiali riescono a ridurre lo stress di un proprio dipendente e migliorare l’ambito lavorativo.

TERZO PASSO: CORRETTA STRUMENTALIZZAZIONE PER LE COLLABORAZIONI

Un’azienda ha sempre contatti con l’esterno e per le collaborazioni dotarsi di una strumentalizzazione idonea è di estrema importanza. Il terzo passo, quindi, è proprio quello di mettere a disposizione dei propri dipendenti tutti gli strumenti necessari per comunicare con l’esterno; reti wi-fi, piattaforme cloud, servizi di archiviazione documenti sono tutti elementi imprescindibili per lo svolgimento di queste delicate funzioni.

QUARTO PASSO: BASTA POSTAZIONI FISSE

Se è pur vero che bisogna reinventare gli spazi di lavoro è altrettanto doveroso considerare sempre che le aziende si trovano nell’era dello smart working e quindi è importante fornire ai propri dipendenti una sorta di postazione mobile; questo quarto passo consiste nel dare al lavoratore quelle applicazioni, quei server connessi e accessibili da ogni dispositivo mobile per svolgere le proprie funzioni anche fuori dall’ufficio e lasciare quella che viene definita “comfort zone”.

QUINTO PASSO: L’ACUSTICA È IMPORTANTE, MA NON DEVE INFASTIDIRE GLI ALTRI

Il quinto, ed ultimo, passo riguarda l’acustica; questo è un altro aspetto importante in un’azienda perché, in un clima di continue comunicazioni, un inadeguato sistema d’insonorizzazione o di spazi mal separati i dipendenti possono subire cali di concentrazione e quiete dovuti al vociare degli altri colleghi o datori di lavoro. È doveroso allora realizzare pareti, arredi e sistemi acustici adatti alla prevenzione di questo problema.

Questi sono, quindi, i cinque passi che un’azienda deve seguire se vuole realizzare un perfetto workplace; nella considerazione che tutto questo ha un determinato costo e che i massimi dirigenti devono prima studiare e verificare quanto tutto ciò sia possibile e fattibile, la cosa fondamentale è che si riesca a realizzare il progetto nella sua interezza, anche a piccole dosi perché, come detto, uno spazio piacevole porta benessere che a sua volta porta produttività, forza trainante del successo aziendale.