WWF plastica
Continua la petizione del WWF contro l'inquinamento da plastica. Foto Fun Week
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Per il WWF possiamo risolvere il problema della plastica se ognuno si assume la responsabilità delle proprie azioni

Sono giorni molto caldi quelli riguardanti l’ambiente. Abbiamo osservato la manifestazione per il clima della piccola Greta Thunberg, ma anche il WWF attacca i leader mondiali rei di aver fallito nel loro impegno per un’azione efficace contro la crisi dell’inquinamento da plastica.

Proprio per questo motivo il WWF sta chiedendo di firmare una petizione per contrastare l’emergenza.

Come si sviluppa questa petizione? Vediamola insieme!

La petizione del WWF

Ogni anno circa 100 milioni di tonnellate di plastica vengono disperse in natura.

In Italia oltre 720 mila firme sono state già raccolte e consegnate al Ministro Sergio Costa per chiedere di sostenere il Trattato Globale per un mare libero dalla plastica.

L’obiettivo della petizione è quello di indurre i Paesi delle Nazioni Unite a stipulare un Accordo globale che ponga fine alla dispersione di plastica in natura. Lo scopo è quello di ridurne i rifiuti del 57% entro il 2030.

Tutte le informazioni su come firmare la petizione sono presenti al seguente link.

Per il WWF è emergenza planetaria

L’inquinamento degli oceani dovuto alla plastica ha raggiunto il livello di una vera crisi globale. Si stima che circa 8 milioni di tonnellate di questi rifiuti entrino globalmente negli oceani ogni anno avvelenando gli organismi marini e, di conseguenza, la salute dell’uomo.

Dato che i rifiuti prodotti da un singolo paese possono finire ovunque nel mondo, la soluzione non può essere presa a livello regionale, ma globale.

La soluzione deve essere, come sempre, preventiva. Le azioni di pulizia non sempre si sono rilevate sufficienti.

WWF Plastica
La plastica continua a inquinare i nostri mari

Responsabilità e rendicontazione, report WWF sulla plastica

Dal 2000 ad oggi, il mondo ha prodotto quantitativi di plastica pari alla somma di tutti i quantitativi degli anni precedenti.

Quasi la metà di tutta la plastica prodotta diventa rifiuto in meno di tre anni. Questo problema ha solo pochi decenni ma già oltre il 75% di quella prodotta è diventata un rifiuto.

Attualmente il 37% dei rifiuti di plastica non è gestito o è gestito male, il che incrementa il rischio che si trasformi in una fonte di inquinamento ambientale. La cattiva gestione si riferisce alla mancata raccolta, alla dispersione in natura o all’abbandono in discariche abusive.

La produzione di plastica è aumentata di 200 volte dal 1950, con un tasso di crescita annuo del 4% fino al 2000. Nel 2016, l’anno più recente di cui sono disponibili i dati, la produzione ha raggiunto le 396 milioni di tonnellate, che equivalgono a 53 kg per ogni persona al mondo.

L’appello del WWF

Il WWF vuole sollecitare cittadini, imprese e governi alle proprie responsabilità. In particolare, ecco cosa chiede ai governi:

  • Aderire a un trattato internazionale giuridicamente vincolante per eliminare la dispersione di plastica negli oceani;
  • Stabilire obiettivi nazionali per la riduzione il riciclaggio e la gestione della plastica;
  • Introdurre misure politiche per incentivare la creazione e l’uso di plastiche riciclate piuttosto che nuove materie plastiche;
  • Investire in sistemi più sostenibili di gestione dei rifiuti;
  • Regolamentare la responsabilità estesa del produttore in modo da garantire una maggiore responsabilità aziendale nella raccolta;
  • Sviluppare misure di controllo e ottemperanza per le politiche di produzione, raccolta e gestione dei rifiuti plastici.
Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.