Yape
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Yape è un robot creato da un’azienda italiana, la e-Novia: un postino singolare ma soprattutto efficace

Yape è il prodotto di un lungo studio condotto dal team di un’impresa made in Italy che si occupa di trasformazione digitale. Per la sua realizzazione, i progettisti di e-Novia hanno goduto della proficua collaborazione del Polo per l’Innovazione Digitale di Cremona.  Dopo aver trovato già sperimentazione nel Nord Italia e negli Stati Uniti, il simpatico robot è stato introdotto per la prima volta anche in Giappone lo scorso fine gennaio.

La prima consegna giapponese: un pacco di riso!

Ad acquistare Yape è stata la compagnia di spedizioni nipponica Japan Post, la quale ha beneficiato del sostegno della Drone Future Aviaton. L’azienda giapponese ha dunque proceduto all’effettuazione di una prima consegna, mediante il piccolo automa, presso Minami Soma, centro situato nella regione di Fukushima. Proprio in questa zona, in virtù del persistere di difficoltà nei trasporti e nelle comunicazioni derivanti dai forti danni del sisma verificatosi nel 2011, la Japan Post ha deciso di testare questo particolare “postino”. Yape, infatti, per la sua prima missione in terra nipponica, ha infatti dovuto districarsi in un contesto piuttosto intricato, formato dalle stradine comprese tra i container che tuttora accolgono gli sfollati del terremoto.

Nel consegnare il prodotto, ovvero un grosso pacco di riso, Yape ha rivelato una certa versatilità nell’adattarsi a qualsiasi tipo di suolo da percorrere, così come discrete capacità di conservare il prodotto alla stessa temperatura di confezionamento in fabbrica: un dato, quest’ultimo, molto importante se si considera che la spedizione riguardava una categoria di merce molto delicata come appunto quella alimentare.

Le eccellenti caratteristiche di Yape

Yape, strutturato su due ruote, è munito di una sorta di portabagagli nel quale possono essere introdotti carichi di entità significativa: si può, infatti, arrivare sino a 30 kg di prodotto. Il design è stato concepito per fronteggiare adeguatamente percorsi irti e complessi, come appunto un quartiere formato da container per sfollati oppure la tipica griglia di vicoli nei centri storici delle principali città italiane ed europee.

Yape, inoltre, non ha solo dimostrato ottime capacità “fisiche” ma anche una spiccata Intelligenza Artificiale che gli consente di riconoscere semafori, strisce pedonali ed altre tipologie di segnali o di ingombri da scansare: ad esempio, l’incedere rapido dei pedoni o le rotaie di un tram. Il robot è manovrabile mediante un’app dotata di tecnologia GPS, nella quale si interconnettono agevolmente il mittente ed il destinatario della spedizione da compiere. Anche in termini di velocità nell’andatura, le prestazioni del robot sono assolutamente positive: si possono raggiungere i 6 Km all’ora nelle tratte su marciapiede mentre lungo le piste ciclabili si possono toccare anche i 20. Ottima, altresì, la capacità di autonomia della sua batteria: tra una ricarica e l’altra, infatti, si possono percorrere anche 80 km!

Altri test con Yape nelle prossime settimane

Sempre in Giappone, Yape sarà sottoposto nelle prossime settimane ad ulteriori test che sicuramente susciteranno l’interesse di altre aziende del Paese e gli consentiranno di ricevere ulteriori consensi presso l’utenza: “Essere giunti in Giappone come portatori di alta tecnologia – ha dichiarato Vincenzo Russi, CEO di e- Novia – è per noi motivo di grande orgoglio ed è una conferma della serietà del lavoro condotto in questi anni con la nascita di e-Novia. Essere stati selezionati come partner in una delle sfide più rilevanti della mobilità del futuro, come la last mile delivery, dimostra che l’Italia è ormai non solo in grado di confrontarsi alla pari con le realtà più evolute e innovative al mondo ma anche di vincere la partita globale nell’ambito della produzione industriale di hi-tech”.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.