Nuova normativa di Youtube
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Incitamento all’odio, apologia al nazismo, espressioni razziste e forme di intolleranza. Al bando ogni forma di radicalismo

Una policy dall’intento nobile, che non limita la libertà d’espressione ma tenta di arginare i confini per le argomentazioni di natura inadeguata. E’ quanto indicato dalla nuova normativa di Youtube che porterà ad eliminare definitivamente contenuti radicali, che giustifichino discriminazioni basate su orientamento sessuale, religione, razza, etnia e tanto altro.

E non finisce qui: il colosso del web si impegnerà a contenere, per quanto possibile, tematiche che possano contribuire a rendere virali notizie dannose, credenze errate e disinformazione. Negazionisti di eventi come l’Olocausto, promesse di cure miracolose, teorie non scientifiche (come il terrapiattismo), saranno adeguatamente inibite.

Per quei contenuti che non violino totalmente la normativa, saranno invece applicate misure limitative in termini di visibilità e di monetizzazione.

Premiare i creatori di fiducia

Se dunque vi saranno punizioni e restrizioni per utenti trasgressori della normativa, non mancheranno di certo ricompense per coloro che continueranno ad apportare valore alla piattaforma. L’informazione corretta, veritiera e imparziale, sarà premiata con più raccomandazioni e visibilità e i canali di news potranno guadagnarsi così una posizione più autorevole rispetto agli altri. Un passo avanti se consideriamo la molteplicità di upload offensivi e potenzialmente pericolosi già presenti sulla piattaforma della società californiana.

Una normativa necessaria

Una normativa senza dubbio dovuta, considerando che nessuna libertà, compresa quella di espressione, debba intendersi come illimitata. Se esiste una democrazia, esistono anche delle regole che aiutino ad impedire la violazione di diritti altrui e le altrui libertà. Compito di piattaforme così autorevoli nel web è quello di tentare di rafforzare comportamenti eticamente corretti, che possano essere d’esempio e non oggetto di censura. E finalmente anche Youtube, dopo continue sollecitazioni, ha allineato la propria normativa a questi principi indissolubili. La promessa è che in pochissimo tempo sarà allargato l’aggiornamento a quanti più paesi possibili.